A Firenze il sindaco Renzi per fronteggiare lo smog vara un provvedimento singolare: termosifoni più freddi per due giorni

Renzi sindaco di FirenzeChe i nostri politici non abbiano la lungimiranza e la capacità di pianificare iniziative per il lungo termine non è certo notizia che stupisce, tuttavia ciò che è accaduto a Firenze merita particolare attenzione. Il sindaco locale Matteo Renzi, ha infatti varato un provvedimento inusuale per abbassare le concentrazioni fuori norma delle polveri sottili nell'aria. Nessun blocco del traffico o targhe alterne, bensì (udite, udite) ha chiesto ai cittadini di abbassare per un paio di giorni la temperatura dei termosifoni portandola al di sotto dei livelli imposti dalla legge nazionale.

L'ordinanza, rimasta in vigore il 16 e il 17 novembre, ha imposto di abbassare per due giorni la temperatura dei termosifoni con un massimo di 17 gradi per gli edifici adibiti ad attività industriali e artigianali di non oltre 18 gradi per le abitazioni e per tutti gli altri edifici. Nelle quarantott'ore in questione quindi i caloriferi sono rimasti accesi per non più di otto ore al giorno. L'unica nota d'onore il fatto che, se il provvedimento non si fosse rivelato efficace, l'ordinanza avrebbe previsto per i due giorni successivi l'adozione di altri sistemi più tradizionali quali il blocco delle auto. La controprova però non c'è stata, dato che la pioggia ha riportato la situazione sotto controllo. Dal provvedimento comunque, occorre rimarcare, sono stati esclusi gli edifici con esigenze speciali quali ospedali, scuole e case di riposo per anziani.

L'iniziativa accolta con grande scetticismo in tutta Italia e fra i rappresentanti politici della città fiorentina, mette a nudo, semmai ce ne fosse bisogno, le difficoltà e i limiti della nostra classe politica sempre poco combattiva nell'affrontare tematiche di questo tipo. Insomma siamo alle solite: è preferibile avere un atteggiamento soft verso i cittadini evitando di imporre programmi ambiziosi, ma allo stesso tempo che impongono sacrificio, che non rischiare di vedersi rubare l'elettorato da opposte fazioni politiche.

Ad avvallare la pochezza dell'iniziativa basta dare uno sguardo alla normativa nazionale che ricordiamolo fissa a 20° C (con due gradi di tolleranza) la temperatura che non dovrebbe essere superata nelle abitazioni, negli uffici, nelle scuole e in tutti gli altri edifici, ad eccezione di quelli in cui si svolgono attività industriali e artigianali (o assimilabili), per i quali il limite è fissato a 18° C.

Via | Ecodallecitta.it
Foto | Flickr

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