Al Vertice di San Pietroburgo per salvare le tigri

In questi giorni si sta svolgendo l'attesissimo summit di San Pietroburgo sulla salvaguardia delle tigri. Fortemente voluto dal primo ministro dello stato russo, Vladimir Putin - in virtù della capacità dimostrata dal suo Paese di quintuplicare il numero di esemplari allo stato selvatico sul territorio in appena 60 anni - , l'incontro ha lo scopo precipuo di raddoppiare, almeno, la quantità di tigri presenti sul nostro pianeta entro il 2022, anno simbolicamente dedicato, dal calendario cinese, al grande felino.

Il vertice, vede riuniti i delegati dei 13 paesi (Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Cina, India, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Nepal, Russia, Thaïlandia, Vietnam) che ancora possono vantare la presenza della tigre all'interno dei propri confini oltre a innumerevoli associazioni animaliste, all'Unep, alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, alla Banca asiatica e a quella islamica per lo sviluppo, e alla Banca mondiale, rappresentata proprio dal suo presidente, Robert Zoellick.

Temi fondamentali di discussione sono, chiaramente, la lotta al bracconaggio sempre più urgente specialmente a seguito dei dati forniti da Traffic International in questi ultime settimane e di cui noi di Ecoblog abbiamo già parlato, l'approntamento di normative e controlli severi a tutti i livelli - geografici e non - oltre a una più capillare protezione e proliferazione delle aree protette in cui la panthera tigris ancora sopravvive, unitamente ad adeguate formazione ed educazione delle comunità locali prospicenti le aree naturali interessate.

Cruciale, inoltre, nella definizione del Piano internazionale quinquennale per la protezione della tigre che - frutto di mesi di indagini e di accordi - dovrebbe uscire proprio dai dibattiti di questi giorni a San Pietroburgo, è anche la questione dei fondi all'uopo destinati dalla Banca Mondiale ai paesi più poveri (Bangladesh, Nepal, Bhutan, Laos, Cambogia e India in testa, responsabile, quest'ultima, della maggior parte delle uccisioni della tigre nonostante un territorio felicemente "irrorato" dalla selvatica e maestosa presenza di questo felino). Al momento i lavori - nonostante le reticenze di una Cina che, però, non può esimersi dal proteggere una specie cui è tanto legata dalla propria cultura e, purtroppo, anche dalla propria economia... - paiono procedere con serietà e, forse, una volta tanto, si riuscirà davvero a fare qualcosa...

Via | WWF, global tiger initiave
Foto | Flickr

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