Approvato il Piano Globale per la Protezione della Tigre. Presente anche Di Caprio

Putin e Di Caprio per salvare le tigri

Finalmente si è concluso il Vertice di San Pietroburgo finalizzato alla salvaguardia della tigre. Ed è stata scongiurata la solita debacle cui siamo abituati in tema di ambiente e tutela della biodiversità... L'obiettivo sancito a gran voce dai partecipanti, infatti, è stato quello di raddoppiare il numero della regina delle foreste entro il 2022 - il prossimo "anno della tigre" secondo il calendario cinese -.

Il merito, probabilmente, è da individuarsi - come già anticipato - nell'impegno assunto dalla Banca Mondiale e dal Fondo per la Natura che, a tal proposito, si sono impeganti nella sommisnistrazione di prestiti non trascurabili ad alcuni Paesi in difficoltà (Bangladesh, Nepal, Bhutan, Laos, Cambogia e India) perché possano portare avanti efficaci iniziative volte alla tutela della panthera tigris presente nel loro territorio.

Il Piano globale per il recupero della Tigre, approvato nella giornata di chiusura del Summit e avente una durata di 12 anni, è una dichiarazione d'intenti con la quale i partecipanti, oltre ad aver dato vita ad un apposito consorzio per la protezione della specie costituito dall'Interpol, l’ufficio antidroga dell’Onu, la CITES e le dogane dei paesi interessati, si sono impegnati a investire la somma di 380 milioni di dollari - in 5 anni - in azioni volte a scongiurare il definitivo declino del felino con azioni mirate a preservare gli habita naturali in cui esso dimora e a rafforzare la lotta al bracconaggio, prima vera causa della sua (temuta) estinzione.

Secondo la manifestazione di volontà espressa dal forum, poi, finanziamenti per un valore di 127 milioni di dollari dovrebbero essere stanziati dai 13 paesi interessati (Russia, Bangladesh, Bhutan, Vietnam, India, Indonesia, Cambogia, Cina, Laos, Malesia, Birmania, Nepal, Thailandia), 50 milioni dal WWF - con la pretesa di garantire quasi il loro raddoppio per un totale di 85 milioni di dollari - 29 dalla Germania e 11 dagli Stati Uniti. Eppure, sostiene il Worl Wildlife Fund, non è ancora sufficiente: per garantire una protezione capillare ed efficace della Tigre occorrerebbero, infatti, ancora altri 350 milioni. Cifra non irrisoria ma, forse, non impossibile anche grazie all'impegno profuso da parte dei dei privati. Fornisca un esempio, in tal senso, l'attore Leonardo Di Caprio che, al termine di un viaggio scandito da numerosi inconvenienti, ha presenziato al forum donando - lui che può - la somma capogiro di un milione di dollari mentre Vladimir Putin non esitava, per questo, a definirlo un "vero uomo". Inoltre, nei giorni scorsi, la star si è anche presentata autonomamente in Bhutan dove, oltre a dare una mano alle autorità deputate alla lotta al bracconaggio, ha anche cercato di fare "proselitismo" presso le popolazioni locali perché capiscano quale grande fonte di ricchezza potrebbe essere per loro la tigre, se adeguatamente protetta... Per saperne di più sulla possibilità di fornire un piccolo contributo individuale, cliccare qui

Via | WWF, GTI
Foto | Perth Now

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