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Energia

Report RaiTre, eolico e rinnovabili manna per la speculazione


A Report girano le pale. Nel senso che il servizio presentato ieri “Girano le pale” (qui il testo e qui il video) ha scandagliato quella che è la situazione dell’energia eolica e delle rinnovabili in Italia. Un botto di incentivi, connessioni con la criminalità organizzata e speculazione da parte di chi ha tanti soldi da investire. Ma gira che ti rigira quei soldi finiscono nelle tasche dei soliti noti. Soldi che sborsiamo noi mortali consumatori per non avere in cambio nulla se non le bollette più care d’Europa. E la nuova idea di rientrare nel nucleare, energia sporca, vale la pena ribadirlo, probabilmente porterà alle stesse disastrose conseguenze: bollette elettriche ultra stellari, come già denunciato da Confindustria.

Spiega Milena Gabanelli:

Abbattere le emissioni di CO2. Il 17% deve venire da li. Questa energia viene incentivata dallo stato. In 20 anni al fotovoltaico sono stati dati 20 miliardi. Ma quando si è scoperto che il meccanismo degli incentivi era un affare ci si sono buttati un po’ tutti. Per potenza installata siamo davanti a Giappone e Stati Uniti. Ma siamo sempre indietro e non siamo tra i primi paesi con fonti rinnovabili. Cosa non quadra?

Intanto gli incentivi alle rinnovabili li paghiamo noi consumatori in bolletta e secondo il Sottosegretario Stefano Saglia possiamo anche sapere quanto, controllando la voce A3 in fattura. Ma io ho controllato la mia bolletta Enel e della voce A3 non c’è traccia. Alle rinnovabili vanno più di 3 miliardi di euro, mentre 500milioni di euro sono ancora per il decommissioning del nucleare.

Spiega Nerazzini, l’autore del servizio, il sistema e il volume degli incentivi:

Con la componente A2 per il nucleare ogni anno ci vengono prelevati 500 milioni di euro. Poi c’è la A4: altri 400 milioni circa per garantire una tariffa agevolata alle Ferrovie dello Stato. A seguire la A5: soldi con cui finanziamo la ricerca di sistema, solo 60 milioni. La A6, almeno quella, non c’è più. Più di due miliardi che in soli tre anni abbiamo dato quasi esclusivamente all’Enel, come rimborso del danno subìto dalla liberalizzazione. Ma poi ci sono delle furbate. Come quella nascosta nella componente del nucleare, milioni che il governo si prende a nostra insaputa. L’idea viene a Tremonti nel 2005, ma è piaciuta pure al successivo governo Prodi. Naturalmente i costi aggiuntivi li paghiamo con l’IVA del 10 per cento.

Ma la cosa più folle è che paghiamo i produttori stranieri a causa del perverso meccanismo dei certificati verdi e certificati doc:

Quindi in meno di dieci anni abbiamo regalato circa 500 milioni di euro ai produttori stranieri per certificare come energia da fonte rinnovabile quella che il sottosegretario dice essere prodotta da centrali nucleari. E pensare che c’è un importatore indipendente che lo denuncia da anni: dimostrare che l’energia accompagnata dal certificato d’origine sia effettivamente verde è impossibile.

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