Salerno: non più auto elettrica ma veicolo ibrido solare

Auto elettrica solare

Domani 8 dicembre alle 12,30, al Motorshow di Bologna sarà presentato dall'Università di Salerno il veicolo che vedete in alto. E' un prototipo di ibrido elettrico solare o Mild-Solar-Hybrid. Il progetto consiste in un kit da montare su veicoli termici, denominato Hy solar kit, è sotto brevetto, che recita:

Si prevede l'inserimento di ruote motorizzate elettricamente sull'assale posteriore (in caso di veicoli a trazione anteriore) e l'integrazione di pannelli fotovoltaici.

Spiega il Prof. Gianfranco Rizzo, cioè colui che guida il team di sviluppo, a Il Denaro:

Noi siamo abituati a ragionare in termini di potenza. La potenza di un'auto di piccola o media cilindrata varia tra i cinquanta e i cento KW, mentre un pannello solare alloggiabile su un'auto può raggiungere una potenza di appena mezzo KW, il che ci induce a ritenerlo pressoché inutile. Ma si tratta di un errore. Se infatti ragioniamo in termini di consumo effettivo di energie, il quadro cambia radicalmente. Le statistiche dimostrano che gran parte degli automobilisti si muove prevalentemente in città, utilizzando una potenza media pari a circa un decimo della potenza massima, e per non più di un'ora al giorno, per un fabbisogno energetico non superiore ai 10 KWh, perfettamente comparabile con i 5 KWh che un pannello di mezzo KW potrebbe raccogliere nell'arco di una giornata in dieci ore di luce.

Dopo il salto l'elenco dei pezzi usati nel kit.

Il kit di apparecchiature da applicare su veicolo per trasformarlo in veicolo ibrido-solare comprenderà:


  1. Coppia di ruote motorizzate, che potranno essere acquistate sul mercato (sono attualmente prodotte da Michelin e da altre case costruttrici) ed eventualmente modificate.
  2. Una batteria ausiliaria, presumibilmente del tipo a ioni di litio.
  3. Un sistema di controllo addizionale (VMU), che potrà essere adattato a diverse combinazioni di veicolo e ruote motorizzate secondo criteri di auto-adattività.
  4. Connettore per la porta OBD con i relativi cavi, da collegare al sistema di controllo VMU.
  5. Un pannello fotovoltaico su supporto flessibile o semirigido, da applicare sul tetto della vettura.
  6. Un'eventuale piccola plancia addizionale da collocare sul cruscotto, comprendente indicatori di stato per la batteria addizionale ed eventuali comandi per attivare o disattivare le modalità di guida (convenzionale, ibrida, solo elettrica).

Il prof. Rizzo lavora all'eProLab il laboratorio dove si svolgono le ricerche che appartiene al Dipartimento di Ingegneria meccanica. Il suo gruppo su Fb è qui e lui è sempre molto disponibile a fornire approfondimenti e informazioni.

Foto | Unisa

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