ICTP Cnr di Pozzuoli e Ucina per riciclare la vetroresina delle barche

barche e vetroresina


    UPDATE:
    A seguito dei commenti pubblicati sotto, ho provveduto a contattare l'ICTP-Cnr di Pozzuoli. Ho telefonato al dott. Mario Malinconico che ha specificato in una sua mail quanto segue:
    E' necessario riferirsi alla tecnologia come BFC (Bulk Filled Compound) che e' relativa al brevetto congiunto tra il CNR (i ricercatori sono il Dr. Mario Malinconico e il Dr. Maurizio Avella) e alcuni ricercatori privati, e che riporta e difende il processo. Nel brevetto WSMC, successivo, viene solo rivendicato un macchinario pilota per la produzione del BFC da parte di alcune aziende private che hanno interesse all'industrializzazione di una delle versioni del processo, e che non e' rivolto alla vetroresina. Ma e' solo uno dei modi di applicare il processo, altri brevetti verranno, ad esempio quelli specifici per il vetroresina da imbarcazioni. La ringrazio della precisazione.
    Mario Malinconico

E' appena entrata in vigore definitivamente la direttiva 2008/98/Ce (il termine ultimo fissato per il recepimento era proprio ieri) che include le linee guida anche per il recupero dei rifiuti speciali, tra cui la vetroresina usata per le barche. Da oggi, la vetroresina che compone lo scafo di una barca deve essere smaltita dal cantiere che l'ha prodotta. Idem per gli stampi. Al ICTP-Cnr di Pozzuoli hanno studiato come recuperare la vetroresina, rendendola dapprima sabbia finissima e in seguito assemblata secondo la tecnologia BFC (Bulk Filled Compound) WSMC (Waste Sheet Moulding Compound) brevettata dall'ICTP Cnr spiegata così da Altomareblu:

La tecnologia WSMC (Waste Sheet Moulding Compound) brevettata da alcuni ricercatori dell’ICTP/CNR di Pozzuoli si fonda sul riutilizzo degli imballaggi di polistirolo fluidificandoli in modo da poter essere caricati con materiale inerte come la vetroresina macinata. Il prodotto finale a basso peso specifico ed alta resistenza, potrà servire per strutture nell’industria aeronautica, automobilistica, e naturalmente nautica.

Non sembri un problema di poco conto il riciclo della vetroresina: attualmente non esistono impianti e appunto può anche rappresentare una buona occasione di rilancio per molte aziende.

Ha dichiarato Antimo Di Martino consigliere Ucina Confindustria Nautica (l'associazione di categoria che raggruppa 500 costruttori) con deleghe ambientali che:

Oggi solo il 9% di una barca è realmente riciclabile e questo a causa della complessità delle sue componenti.

Secondo uno studio commissionato proprio da Ucina- Confindustria nautica e condotto da Michelangelo Rienzo, Brunella Rallo e Massimo Iadarola che riporta Novambiente si apprende che:

tra barche immatricolate e unità minori siano attualmente circa 27mila, cioè il 4,36% del parco nautico nazionale, a sua volta stimato in poco meno di 620mila unità, compresi pedalò, pattini e natanti a remi o a vela senza motore. Un altro dato importante per valutare il fenomeno è il peso medio di vetroresina ricavabile per tutte le unità in circolazione. Questo è stato ipotizzato, per i circa 450mila scafi fino a 18 metri, in 616.828 tonnellate in totale. Si tratterebbe mediamente di 1,37 tonnellate per unità.

Come conigugare i differenti interessi? Con la ricerca e ci ha pensato l'ICTP-Cnr di Pozzuoli, ossia l'Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri che sta studiando con Elb, End of life boat come riconvertire la vetroresina. Una barca alla fine del suo ciclo di vita viene smontata e la vetroresina raccolta fino a qualche anno fa finiva o in discarica o più recentemente negli inceneritori. Da oggi in poi può essere ridotta a finissima sabbia e riusata per produrre altri oggetti.

Si pensa di poter collocare in Italia almeno 6-7 impianti di riciclo della vetroresina. Spiega in un intervista a Il Mattino (11-12-2010 pag. 55) Di Martino:

Stiamo cercando di creare 6 o 7 stabilimenti in Italia di cui uno in campania che si occupi di Elb. E' un problema culturale: il riciclo dei materiali e non lo smaltimento riguarda tutti i settori industriali.

E' interessante anche il settore economico del riciclo. Spiega Novambiente:

Va evidenziato che tale smaltimento necessita di un notevole lavoro di smontaggio e separazione da tutti i rimanenti materiali installativi (cuscinerie, vetro, plexiglass, acciaio, legno, cablaggi, tubazioni, macchinari, serbatoi, batterie e così via). I costi di tutto questo lavoro variano naturalmente a seconda della complessità delle varie unità, cui vanno aggiunti quelli di trasporto all'impianto di smaltimento e di riciclo: è stato calcolato che il tutto per una barca di 15 metri verrebbe a costare sui 16mila euro.

Foto | Flickr

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