Centrale elettrica Enel Tifeo di Augusta: sindacalisti contro ambientalisti

Centrale elettrica Enel Tifeo di Augusta: sindacalisti contro ambientalisti

Vi ricordate della bocciatura da parte del Ministero dell'Ambiente del procedimento di Aia per la centrale termoelettrica Enel di Augusta, in provincia di Siracusa? A giorni, probabilmente già dopodomani, potrebbero arrivare alcune novità su questo contestatissimo impianto.

Il 15 dicembre, infatti, a Roma si terrà una riunione del “gruppo istruttorio” richiesta dal sindaco di Augusta, Massimo Carrubba. Il gruppo si riunisce in via preliminare: la riunione vera e propria per decidere sull'Aia verrà in seguito.

Dopo la prima bocciatura, infatti, si è messo in atto un meccanismo per salvare la centrale e i suoi lavoratori, circa 80. Il problema, però, è che la centrale termoelettrica Tifeo è estremamente inquinante ed è molto difficile che passi l'esame.

Si tratta di un impianto di oltre 50 anni di età che brucia olio combustibile, cioè petrolio poco lavorato. Ormai di questi impianti in Italia ne restano pochi: sono stati convertiti in massa al ciclo combinato gas naturale e vapore. Negli ultimi mesi, per ridurre l'inquinamento, Enel ha cambiato combustibile: invece che l'olio di raffineria (in zona non ne manca: siamo nel terribile triangolo petrolchimico di Priolo-Melilli-Augusta), brucia un combustibile più leggero.

Che viene via nave e sbarca sulle banchine del porto commerciale di Augusta per poi essere trasportato in centrale elettrica su gomma. Il problema, però, è che il porto di Augusta non ha molo industriale, non è attrezzato: se succede qualcosa alle petroliere sono guai.

La questione, quindi, è molto più intricata di quanto in molti non la raccontino: in pratica o si fa la centrale nuova, convertendola a gas, o si chiude bottega. I progetti di Enel, che afferma di aver speso dieci milioni di euro per abbattere l'inquinamento, sono però diversi: si continua con gli oli combustibili.

Secondo gli ambientalisti questo non va affatto bene: la migliore tecnologia possibile (la famosa Bat prevista dalla legge per il rilascio dell'Aia) per le centrali termoelettriche è il gas. Secondo i sindacalisti, al contrario, la centrale deve continuare a lavorare: ottanta famiglie senza lavoro non è tollerabile.

Tra due giorni potrebbe emergere l'orientamento del Ministero dell'Ambiente, che potrebbe anche accontentarsi di fare andare la centrale ad olio, ma quello leggero trasportato via nave. Il dubbio, quindi è: il Ministero difenderà il diritto di tutti alla salute o quello degli ottanta lavoratori allo stipendio?

Via | Il Giornale di Siracusa, Augusta News
Foto | Flickr

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