Anno nuovo, abitudini vecchie: l'Italia pagherà salato per le quote sulle emissioni di CO2

Banconote da 100 euroChe il nostro Paese non sia lungimirante nelle proprie scelte politiche ed in particolar modo su quelle energetico-ambientali è cosa abbastanza risaputa; non altrettanto si può dire sulla percezione che hanno gli italiani sulla spesa che dovranno sostenere a causa di quest'inefficienza. La mia non vuole essere la solita critica fine a sé stessa, ma un'osservazione (con numeri alla mano) sul fatto che i cittadini italiani rischiano di dover pagare cifre salate a partire dal prossimo anno alla luce della conferenza sul clima di Cancun.

L'entità del prezzo sarebbe intorno a circa 2,2 miliardi di euro; per capirci si tratta di debiti generati dall'acquisto di crediti esteri di anidride carbonica da parte delle imprese italiane per quel che riguarda il periodo compreso tra il 2008 e il 2012. Il dato, che emerge dal nuovo rapporto della Ong londinese Sandbag, conferma (semmai ce ne fosse bisogno) della pochezza del nostro Governo in tema di politiche climatiche ed energetiche.

Dal rapporto emerge chiaramente come il Governo italiano abbia preferito in questi anni proteggere le imprese dalle riduzioni dei livelli di emissioni, preservandosi da un bilancio negativo in termini di ingressi di tasse. In sostanza lo Stato nell'ultimo quinquennio ha fatto ben poco per permettere che le aziende assoggettate agli obblighi di riduzione delle emissioni di CO2 si dotassero di tecnologie a basso impatto ambientale anziché orientarle all'acquisto dei crediti.

Morale della favola: sarebbero stati spesi ben 1,7 miliardi di euro di denaro pubblico per comprare crediti nei Paesi in via di sviluppo, in particolare in Cina. Inoltre le imprese italiane soggette all'Emission Trading si troveranno ora a dover spendere altri 500 milioni di euro per trasferire le proprie riduzioni di emissioni all'estero, invece di investire nell'innovazione e nella competitività del sistema industriale nazionale.

L'unica via d'uscita è quella allinearsi quanto prima ai Paesi che stanno andando in direzione opposta rispetto al nostro, avviando un processo di decarbonizzazione delle proprie infrastrutture energetiche. Riusciremo ad assistere un giorno a questo tipo di dibattiti fra i nostri rappresentanti politici anziché continuare a sorbirci i tristi teatrini poveri di contenuto degli ultimi tempi?

Via | Sandbag.org.uk
Foto | Flickr

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