Di(a)ffetti, riciclare la ceramica con difetti

Di(a)ffetti- riciclare i difetti

Si possono recuperare ceramiche e riciclarle in opere d'arte? Vi parlo di ceramiche rotte, scheggiate, sbrecciate. Si se passano tra le mani e i pennelli di Maddalena Vantaggi e Gabriele Tognoloni che si sono divertiti a cogliere le ispirazioni delle ceramiche Rampini e Cerbella. Nella gallery il risultato.

Gli oggetti sono in mostra a Gubbio fino al 29 dicembre presso gli ex archivi della Residenza municipale in via Lucarelli. Spiega Maddalena Vantaggi:

Rimettere in circolazione un bene ancora utilizzabile, allungandone il ciclo di vita, evita il consumo di materie prime per la produzione di uno nuovo. Inoltre, recuperando i manufatti difettosi, si risparmiano l‟energia e i costi necessari per lo smaltimento che le imprese sono costrette ad effettuare almeno una volta all‟anno.Sarebbe interessante se “di(af)fetti” si strutturasse come format: in ogni edizione del progetto mi piacerebbe coinvolgere un artista diverso.

Non è una novità però il recupero e il riciclo nell'arte. Spiega Ettore Sannipoli critico d'arte:

In tutto il '900 il frammento ha esercitato un notevole fascino basti pensare ai magistrali esempi offerti da Gaudì al parco Güell di Barcellona, realizzato con variopinte ceramiche di recupero e pezzi di vetro o agli arredi della casa di Jorn ad Albissola Marina, arricchita con pannelli murali in ceramica. Nel campo del design sono da ricordare gli esperimenti di Enzo Mari, che nei vasi “Per forza di levare” (1994) colpisce con colpi di mazza i cilindri in porcellana di grosso spessore per ottenere forme fratturate sempre diverse.

Di(a)ffetti- riciclare i difetti
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