Il pannello fotovoltaico che funziona anche al buio

Pannello fotovoltaico

Il titolo non tragga in inganno: si tratta soltanto di una ricerca e non di una tecnologia già in uso, tuttavia, data l'eccezionalità della scoperta, mi è sembrato interessante segnalarla. A studiare questi particolari sistemi di celle solari nanotecnologiche capaci di funzionare anche la notte, sono dei ricercatori americani dell’Idaho National Laboratory. Il modulo solare si basa su un principio semplicissimo ovvero sul fatto che più della metà dell’irradiazione proveniente dal sole si trova nello spettro dell’infrarosso la cui energia durante il giorno viene assorbita dalla superficie terrestre, mentre di notte viene rilasciata sotto forma di calore.

Il funzionamento di questi moduli solari parte proprio da questa osservazione. Per comprenderlo toglietevi dalla testa lo schema dei comuni pannelli fotovoltaici, questi nuovi prototipi hanno infatti caratteristiche completamente differenti. Mentre i classici moduli producono energia assorbendo fotoni e rilasciando elettroni, questi sarebbero invece capaci di catturare l'energia con delle piccolissime antenne che, colpite dalla radiazione infrarossa, entrano in risonanza generando corrente alternata.

Purtroppo allo stato attuale delle cose l'applicabilità è rallentata da due problemi particolarmente ostici da superare. Innanzitutto la corrente che viene generata da queste antenne è ad altissima frequenza, quindi per poter essere utilizzata è necessario trasformarla previamente in corrente continua. Per far questo si stanno testando dei particolari diodi che permettano questo passaggio, ma ancora non si è arrivati a definire dei modelli affidabili al 100%.

Il secondo problema, ancora più difficile da superare, è rappresentato dalle antenne: queste infatti per poter catturare le onde dell’infrarosso devono avere una lunghezza variabile da qualche millimetro a pochi nanometri. E' proprio su questo aspetto che si sta cercando di migliorare; infatti il problema delle dimensioni (ricordiamo che stiamo parlando di misure infinitesimali) non è aspetto di poco conto.

Ma niente è perduto, nonostante gli ostacoli infatti i ricercatori si dicono fiduciosi della possibilità che già a partire dal 2011 possa essere presentato il primo prototipo di questa particolare tecnologia. A tal proposito l'impegno nostro sarà quello di seguire con attenzione lo sviluppo della ricerca; qualora infatti dovessero arrivare risultati apprezzabili, si aprirebbero nuovi scenari sulle tecnologie rinnovabili e sull'utilizzo della fonte solare.

Via | Inl.gov
Foto | Flickr

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