Merendine industriali

Un po’ di anni fa, diciamo nel pieno degli anni ’90, la tv era invasa da un botto di trasmissioni dedicate al benessere, alla salute, a chi voleva essere più bello. Imperversavano luminari della scienza, esperti, medici tanto che ospedali e cliniche sembravano essersi svuotati. Veicolavano messaggi di ogni genere inclusa un po’ di informazione.

Un po’ di anni fa, diciamo nel pieno degli anni ’90, la tv era invasa da un botto di trasmissioni dedicate al benessere, alla salute, a chi voleva essere più bello. Imperversavano luminari della scienza, esperti, medici tanto che ospedali e cliniche sembravano essersi svuotati. Veicolavano messaggi di ogni genere inclusa un po’ di informazione.

Ricordo però che ci fu un periodo in cui questi esperti furono chiamati a disquisire in merito all’alimentazione dei bambini e iniziò a passare un messaggio di questo tipo: “mamme, non fate le torte in casa perché sono piene di grassi e prodotte in ambiente non batteriologicamente puro; oppure: pane e marmellata? Troppi zuccheri!” Indovinate qual’era l’alternativa? Bravi! Le merendine industriali, che non avevano burro o olio ma grassi idrogenati e sopratutto erano prodotte in ambienti batteriologicamente puri, ossia non contaminati dalle mani delle mamme. E poi? vogliamo parlare del packaging? Confezionate singolarmente; messe in scatole di cartone e ricoperte di plastica: la protezione è totale!

Dei disastri che quelle merendine industriali benedette dagli esperti hanno fatto nel corso di quest’ultimo ventennio sono sotto gli occhi di tutti. Meglio pane e marmellata, meglio se fatta dalla mamma. In alto l’audio di una divertente parodia di Carla Signoris.

Grazie a universobio per la segnalazione.

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