Offensiva della LIPU contro il centro-destra: "No alla legalizzazione del bracconaggio"

Dopo l'appello di ieri per la salvaguardia delle rondini, torno quest'oggi a scrivere ancora della LIPU.

Questa volta vi propongo un articolo in cui l'associazione attacca frontalmente la coalizione di centro-destra, accusandola dell'approvazione di leggi che regolamentano l'attività venatoria in modo antiecologico e irresponsabile.
La LIPU si mostra ancora più preoccupata per l'eventuale futura legislatura. Gli "accordi con i rappresentanti più estremisti del mondo venatorio e l'inserimento nel programma per il prossimo Governo di una revisione in senso palesemente ideologico, con un drastico peggioramento delle norme sulla tutela degli animali selvatici e le aree protette" secondo l'associazione partorirebbero leggi incoscienti che di fatto renderebbero legale il bracconaggio.


Nel seguito trovate l'articolo integrale della LIPU.

[Enrico Pascucci]

Non è bastata un'intera legislatura di duri conflitti tra il Governo e il mondo ambientalista, né la clamorosa sconfitta che il Governo e la maggioranza hanno subìto proprio su talune delle infelici iniziative assunte in proposito. Oggi la Casa delle Libertà ribadisce la propria politica antiecologica, recentemente realizzatasi con la legge delega ambientale approvata in extremis quasi a Camere chiuse, annunciando accordi con i rappresentanti più estremisti del mondo venatorio e l'inserimento nel programma per il prossimo Governo di una revisione in senso palesemente ideologico, con un drastico peggioramento delle norme sulla tutela degli animali selvatici e le aree protette.
"Ci illudevamo – dichiara Giuliano Tallone, Presidente LIPU - che la reazione del Paese ai tentativi strumentali e peraltro un po' velleitari di stravolgere le norme a tutela di animali selvatici e aree protette avessero insegnato qualcosa all'attuale maggioranza di Governo. E invece così non è se, come oramai appare chiaro, la Casa delle Libertà intende riproporre gli stessi temi, gli stessi errori e quindi gli stessi orrori del passato: uno stravolgimento della normativa sulla caccia che siamo certi, visti i precedenti della legislatura in scadenza, di fatto equivale ad una legalizzazione del bracconaggio. Un giro di vite sulle politiche di conservazione della biodiversità e degli habitat naturali attraverso norme che impoveriranno la politica dei parchi e delle aree protette per rispondere ad interessi di parte contro la sensibilità della maggior parte dei cittadini italiani". "Si tratta di proposte francamente inaccettabili – prosegue Tallone – che non sembrano altro che la concessione alle lobby più arretrate e peraltro minoritarie del Paese. Tutto ciò, inoltre, avviene nel periodo in cui si apre il decennio più importante per arrestare il declino della biodiversità. In questo senso il Governo della maggioranza che lo sostiene vengono meno ai loro stessi impegni solennemente assunti con la comunità internazionale, come l'adesione alla campagna europea Countdown 2010 sottoscritta dal Ministro Matteoli la scorsa primavera a Montecatini durante il summit della Convenzione della Diversità Biologica". "Un fatto politico grave che non possiamo non denunciare – conclude Tallone - visto inoltre che la LIPU ha atteso invano una risposta alle proposte programmatiche inviate anche al Centrodestra nei mesi scorsi e che i segnali giunti vanno in direzione opposta".

Parma, 7 marzo 2006

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