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Petrolio off shore in Sicilia: cambia l’assessore ma non cambia l’inganno


Non c’è niente da fare: la Regione Sicilia continua a cavalcare il panico da marea nera per sfruttarlo a scopi di propaganda politica. Ai primi di agosto dello scorso anno l’allora assessore regionale al Territorio e Ambiente Di Mauro convocò alcuni sindaci (ma non tutti, e sarebbe interessante capire il criterio di selezione) della costa meridionale siciliana per intraprendere una grande azione contro il petrolio off shore.

Oggi, invece, tocca a Gianmaria Sparma. Ennesimo assessore al Territorio e Ambiente (dovrebbero essere quattro in due anni, se la memoria non inganna) della Regione, Sparma ha ereditato la patata bollente. Una patata scoperta, ovviamente, con l’America visto che prima del disastro della Deepwater Horizon in Sicilia bucare terra e mare in cerca di petrolio e gas naturale era un affare quotidiano.

Sparma, forse dimenticando che il suo presidente è contrario alle trivellazioni in mare solo perché rendono poco, ha preso in mano la questione e ne ha parlato con il prefetto di Trapani. Le trivellazioni che fanno più paura, e più audience, sono quelle al largo delle isole Egadi: ve lo immaginate un trivellone al largo di Favignana, Levanzo e Marettimo? Ecco cosa ha diffuso l’ufficio stampa della Regione dopo l’incontro:

Con il prefetto abbiamo fatto il punto sullo stato delle autorizzazioni per trivellazioni off-shore nel mare Mediterraneo nel tratto prospiciente le coste siciliane. Il ministero allo Sviluppo economico ha invertito la rotta e al momento, non sta rilasciando piu’ nuove autorizzazioni alla ricerca di idrocarburi, dopo la netta contrarieta’ espressa dalla giunta regionale. Ma e’ nostro intendimento bloccare le installazioni delle piattaforme petrolifere nel canale di Sicilia. Riteniamo infatti che anche quelle autorizzazioni gia’ rilasciate possano essere revocate, perche’ oltre al rischio ambientale e per l’ecosistema marino, queste trivellazioni sono previste in zone ad elevato rischio sismico, con rischi inimmaginabili

Per par condicio, come è stato bacchettato l’allora assessore Di Mauro, ora tocca all’attuale Sparma: sulle trivellazioni off shore la Regione Sicilia non ha alcun potere, non può autorizzare né revocare autorizzazioni, non si siede al tavolo della conferenza dei servizi e non percepisce royalties dalle compagnie petrolifere.

Se l’assessore Sparma vuole fare l’ecologista, allora, smetta di parlare del petrolio in alto mare: un’altra illustre figlia della Sicilia ha potere in merito (e lo ha già esercitato anche lei in maniera propagandistica, come candidamente ammesso persino da Shell e Northern Petroleum), non lui. Pensi, invece, a bloccare le trivellazioni in terra ferma sulle quali ha pieno potere e dalle quali, ovviamente, la Regione percepisce un guadagno. Sempre che Sparma arrivi a mangiare la colomba pasquale con il governatore Raffaele Lombardo, ma questo è un altro argomento…

Via | Comunicato stampa Regione Sicilia
Foto | Flickr

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