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Energia

Claudia Kemfert economista: “Il nucleare è una tecnologia incerta e in Italia c’è poco fotovoltaico”


Secondo Claudia Kemfert, economista tedesca, in Italia c’è poco fotovoltaico; il nucleare è una tecnologia incerta; dovremmo valutare le nostre scelte di approvvigionamento energetico sulla base del PIL energetico; in futuro ci approvvigioneremo con un mix di rinnovabili.

Lo scenario è stato delineato a Padova durante la conferenza “Energie future: quale sostenibilità per una giusta crescita”, voluta da Segnavie la cui cronaca è stata riportata da Il Giornale di Vicenza. La relatrice, Claudia Kemfert è docente di economia alla Humboldt-Universität di Berlino, autrice nel 2008 del libro Die andere Klima-Zukunft Innovation statt Depression che tradotto sarebbe: “Oltre il futuro del clima, innovazione e non depressione”, nonché consulente di Banca Mondiale, Onu e membro del Gruppo consultivo della Ue su Energia e cambiamenti climatici.

Il nucleare è incerto, perché spiega l’economista:

Al momento le centrali nucleari sono di terza generazione avanzata: per arrivare alla quarta, quella del cosiddetto nucleare pulito in cui lo stoccaggio delle scorie avviene in sicurezza, ci vorranno molti anni. In Germania sono stati spesi nel tempo circa 80 miliardi di euro per 17 centrali nucleari, una cifra incredibile, e 7- 8 impianti sono già obsoleti e superati dal fotovoltaico. Gli impianti nucleari attualmente più all’avanguardia, ma anche i più costosi, si trovano in Francia e in Finlandia e purtroppo oltre all’onere per la realizzazione che si è scaricato sulla collettività, il problema delle scorie non ha trovato soluzione. Non credo sia opportuno costruire nuove centrali nucleari. Il nucleare è una tecnologia incerta che nel prossimo futuro verrà surclassata dalle rinnovabili, tre volte più efficienti.


So che molti di voi stanno pensando alla politica del cancelliere Angela Merkel dell’ultimo anno: tagli agli incentivi per il fotovoltaico e prolungamento della vita di alcune centrali nucleari che andavano dismesse. Il che porta a due considerazioni: la prima, nessuno ha fatto questa domanda alla Kemfert, nonostante ci fosse Antonio Cianciullo de La Repubblica a intervistarla; secondo: la Kemfert dà una visione globale per i prossimi 30 anni e valuta le scelte migliori dal punto di vista economico e non politico, al contrario della Merkel. Ma questa, però è solo una mia considerazione.

Rispetto al fatto che l’Italia sia indietro nell’espansione del fotovoltaico, Kemfert sostiene:

Mi meraviglia che un paese come il vostro certamente più assolato della Germania abbia delle resistenze a investire sui pannelli fotovoltaici. I tedeschi, optando per il fotovoltaico, in due anni sono riusciti a dimezzarne il costo e questo è merito anche dell’avvio del Conto energetico che ha convinto i cittadini. In Germania vengono garantite agevolazioni finanziarie agli imprenditori che desiderano investire sulla green economy. Il futuro è una “smart grid”, una rete intelligente in cui le rinnovabili diverranno prevalenti, e che già ora ha generato un aumento del fatturato del 40% per le imprese che operano nel settore.

Ebbene, va oltre la Kemfer e spiega che grazie a fotovoltaico e rinnovabili in Germania sono sorti 350mila nuovi posti di lavoro. Saranno anche più costose:

Ma l’aumento della domanda sta già rendendole più accessibili. In Germania, ad esempio, il governo punta a raggiungere la quota dell’80% di energia dalle rinnovabili.

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