L'Authority chiede sostegno per le auto elettriche. Ma Fiat punta sulle auto a metano

Sergio Marchionne ad Fiat L'Autorità per l'energia e il gas qualche giorno fa ha invitato le Commissioni Trasporti e Attività produttive della Camera a non introdurre nuovi oneri alle bollette elettriche e ciò per favorire il diffondersi delle auto elettriche. Nella Memoria viene ribadito che è necessaria:

L'eliminazione di alcuni vincoli normativi per consentire le ricariche in luoghi privati; introduzione di tariffe ad hoc; promozione di progetti sperimentali per la ricarica in luoghi pubblici.

Infatti secondo l'Autorità:

La mobilità elettrica, considerate le sue ricadute positive in termini di risparmio energetico, di riduzione dei gas serra e di minor dipendenza dai combustibili fossili, è un tema di estrema importanza per il sistema elettrico italiano e, più in generale, per la politica energetica, industriale, ambientale del Paese (anche come efficace strumento per diminuire l'inquinamento nei centri urbani).

Insomma, la strada va spianata (è il caso di dirlo!) alle veture elettriche e l'approvvigionamento, se viene richiesto lo svincolo dai combustibili fossili, evidentemente si svilupperà sulle rinnovabili. Ma a Fiat evidentemente non basta e decide di puntare sullo sviluppo di auto a metano sopratutto sul mercato americano, smentendo, evidentemente quelli che sono gli investimenti che stanno sostenendo le altre case automobilistiche come Nissan, Renault, Opel, Chevrolet, Peugeot, Citroën e Ford.

Insomma a Marchionne non piacciono le auto elettriche, concetto peraltro ribadito al Motor show a Detroit. Anzi confida in quei 4 miliardi dollari (1 per le auto e 3 per i mezzi pesanti) che il Senato Usa dovrebbe riservare alla conversione di flotte pubbliche e private in mezzi a metano.

Ma Il Giornale ricorda a Marchionne lo svarione preso da Fiat, qualche anno fa, con i Suv. Anche allora non credettero nel futuro di queste auto. E se tanto mi dà tanto...

Foto | Flickr

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