I casalesi e le ecomafie diventano una fiction prodotta da TaoDue

Diventano fiction le ecomafie dei casalesi

La TaoDue, società presieduta da Pietro Valsecchi e che si occupa di produrre fiction ha messo le mani su una storia dolorosa e ancora in via di risoluzione: quella del clan dei Casalesi. Le riprese sarebbero già iniziate e si narrerebbe la storia del clan retto da Francesco Schiavone, detto Sandokan, attualmente in regime carcerario 41 bis, nonché dal latitante Michele Zagaria. Oggetto degli affari del clan l'inquinamento ambientale: dal traffico di rifiuti tossici, al controllo delle discariche, alla gestione del sistema emergenza rifiuti. In tutte le regioni.

L'idea di Valsecchi è questa, come cita Il Mattino del 31 gennaio a pag. 23:

Sarà un grande successo perché gli italiani amano questo genere.

Ma l'annuncio fatto qualche giorno fa ha destato un coro di proteste. La preoccupazione, lo sdegno e l'orrore di chi vive a Casal di Principe e nel casertano, regno dei Casalesi, ossia degli Schiavone e di Michele Zagaria ancora latitante, è concreto.

Siamo nel regno di Gomorra e nel pieno di azioni giudiziarie che riguardano confische dei beni, arresti e il marcio dell'emergenza rifiuti ancora oggetto di indagini giudiziarie da parte delle varie Procure, così come documentato da Tommaso Sodano e Nello Trocchia nel libro-denuncia La peste.

Da più parti si chiede al produttore di tenere a mente la lezione di don Peppino Diana e la sua morte causata dalla lettera-appello: Per amore del mio popolo. Spiega a Il Mattino Valerio Taglione rappresentante del Comitato Don Diana e associazione Libera Caserta:

A chi non è fornito della giusta dose critica darà un altra occasione per creare dei falsi modelli.

Secondo Raffaele Magi, giudice estensore della sentenza del processo Spartacus , sostiene che una fiction va bene a patto che non spettacolarizzi la camorra e che rispetti fedelmente nella scrittura i fatti:

Eviterei due cose: romanzare i personaggi e ricostruire i fatti con un eccesso di semplificazione.
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