Crisi in Libia: sopravvivere con le rinnovabili o con il nucleare?

Crisi in Libia: sopravvivere con le rinnovabili o con il nucleareCrisi in Libia e ripercussioni sulle forniture energetiche, soprattutto dopo la chiusura del gasdotto Greenstream che da Mellitah porta il gas naturale a Gela. Tutti si chiedono se ci saranno problemi in Italia e, soprattutto, come li dovremmo superare. Come sempre ci sono due interpretazioni ad un solo problema.

La prima è quella delle due neonate associazioni che si dichiarano ambientaliste e che fanno riferimento diretto al centro destra in Parlamento: Fare Ambiente e i Circoli dell'ambiente. Entrambe prendono la palla della crisi libica al balzo per propinare l'energia nucleare.

Ecco come vede la questione Vincenzo Pepe, presidente di Fare Ambiente:

Alla luce degli avvenimenti rivoluzionari che in queste settimane stanno infiammando i paesi del medio oriente e dell'africa del nord, non ultima la Libia nostra prima fornitrice di petrolio, invito tutti a riflettere circa l'opportunita' di promuovere fonti alternative di rifornimento energetico. Mi riferisco al mix eolico - solare - nucleare



Ecco, invece, cosa pensa Alfonso Fimiani, presidente dei Circoli dell’ambiente:

Non è più possibile dipendere dagli idrocarburi che provengono dai Paesi arabi, è necessario svoltare, dare vita ad un New Deal energetico: la crisi libica evidenzia prepotentemente la necessità di tornare all’atomo, di costruire nuove centrali nucleari, ripartendo possibilmente dalla riconversione delle centrali che già furono avviate e poi bloccate, da Caorso, da Montalto di Castro e dalla centrale del Garigliano. Il nucleare porterà un abbattimento dei costi delle bollette e nuovi posti di lavoro: per il Sud è una grande opportunità, che Regioni a bassa densità abitativa come la Calabria e la Basilicata non devono farsi scappare. Anche Salerno, la mia Provincia, potrebbe ospitare tranquillamente, nella zona Sud, una centrale nucleare

Altra campana, quella di Greenpeace:

Le fonti rinnovabili sono le uniche in grado di aumentare l'indipendenza dall'estero e ridurre l'impatto di possibili crisi politiche nei Paesi produttori. Quasi tutto il petrolio e il gas provengono dall'estero e ancora nel 2010 la bolletta energetica ha pesato per oltre 51 miliardi di euro nelle tasche dei cittadini italiani. E questo vale del resto anche per l'uranio che dovrebbe alimentare le centrali nucleari previste dal Governo

E tu, come direbbe un famoso spot televisivo, che opinione hai?

Via | Fare Ambiente, Circoli dell'Ambiente, Greenpeace
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
27 commenti Aggiorna
Ordina: