Circoli dell'ambiente: "Bene Romani se taglia il fotovoltaico per finanziare il nucleare"

Alfonso Fimiani presidente dei circoli dell' ambiente del pdl Smantellare il sistema rinnovabili a favore del nucleare procedendo a picconate. Lo ribadisce Alfonso Fimiani (nella foto a sinistra) presidente dei Circoli dell'Ambiente, la costola green (?) del PdL, che in un comunicato stampa scrive:

Possiamo accettare i tagli agli incentivi sul rinnovabile a patto che quei fondi siano destinati alla ricerca sulle rinnovabili stesse e sul nucleare.

Dite che parla anche di rinnovabili? Aspettate, la dichiarazione prosegue:

Bisogna incentivare la ricerca sul nucleare ed è necessario il suo ritorno: è una fonte di energia SICURA, ECONOMICA E PULITA. Invece il solare-fotovoltaico è una fonte energetica anti-economica e manca totalmente di efficienza: è l’energia del futuro, ma non del presente. È assolutamente necessario finanziare la ricerca sui pannelli affinché si raggiunga un grado di funzionalità tecnologica tale che gli impianti siano in grado di pagarsi davvero da soli e non con incentivi sproporzionati che sono una delle cause dello smisurato costo dell’energia in Italia.


I tagli a cui si riferisce Fimiani sono quelli proposti da Paolo Romani Ministro per lo Sviluppo che in prossimo decreto vorrebbe tagliare quote al GSE. Scrive Energia24 Club:

Secondo quanto segnala l'Agenzia Radiocor, che ha visionato l'ultima bozza del testo, il provvedimento prevede lo stop degli incentivi una volta sforato il tetto complessivo degli 8.000 Mw per il solare fotovoltaico. Questo obiettivo e' fissato al 2020, ma il decreto precisa che se dovesse essere raggiunto in anticipo (secondo il Gse potrebbe essere raggiunto addirittura entro il 2011, ndr), gli incentivi saranno sospesi fino a che il Governo non deciderà nuovi obiettivi programmatici. In ogni caso il Ministero propone l'abrogazione della normativa di sostegno alle rinnovabili predisposta dal D. Legislativo n.387/03 per le FR, a partire dal 1 gennaio 2014. Il nuovo testo, inoltre, prevede la verifica dei dati forniti da chi chiede gli incentivi, con controlli a campione sugli impianti, anche senza preavviso. Chi sarà sorpreso a imbrogliare, oltre a restituire le somme indebitamente percepite, non potra' accedere per dieci anni a nuovi incentivi.

Non solo. La stoccata arriverebbe anche per il fotovoltaico a terra:

con il decreto sarebbero anche riformulati i criteri per il fotovoltaico a terra (in sostanza per produrre un Mw sarebbero necessari dieci ettari di terreno) e per gli impianti di biogas collocati in zona agricola, che non potranno avere una potenza superiore a un Mw elettrico (ovvero tre Mw termici). Sul fronte dei Certificati Verdi, denuncia il Partito democratico, sarebbe fissato il prezzo di ritiro al 70% per cento invece che al 85%.

Sotto tiro anche l'energia eolica per cui il Ministro pensa a un taglio retroattivo del 30% sugli incentivi attuali, andando contro il divieto della Ue a interventi retroattivi.

Foto | Fareambiente

  • shares
  • Mail
16 commenti Aggiorna
Ordina: