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EcoConsigli

Unità di azoto liquido per programmare le fonti rinnovabili

Gli incidenti nucleari in Giappone e l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili dovuto al caos del nord Africa accenderanno inevitabilmente un po’ da tutte le parti del pianeta un forte interesse per la ricerca e lo sviluppo delle rinnovabili. Detto ciò vorrei segnalare un importante filone di ricerca messo a punto dalla società britannica Highview Power Storage che merita di essere seguito con attenzione visto che potrebbe dare importanti risposte sul cruccio delle rinnovabili, ovvero sul fatto di non poter programmare la loro produzione energetica per via della loro aleatorietà.

La società, per ovviare a questo problema non da poco, ha messo a punto dei particolari prototipi di unità refrigeranti associabili a qualsiasi sistema di energia rinnovabile. In sostanza l’energia prodotta in surplus (quindi nei momenti di scarsa domanda) dagli impianti rinnovabili stessi servirebbe per raffreddare l’aria contenuta in queste unità sino -190° C, trasformando quindi l’aria in azoto liquido. Il vantaggio di questo combustibile è che, essendo immagazzinabile, potrebbe essere utilizzato in maniera programmatica.

Perciò nel momento in cui c’è bisogno di elettricità e gli impianti associati non sono capaci di produrne (per esempio per mancanza di vento nel caso di turbine eoliche) si farebbe ricorso a queste unità. L’aria liquida quindi verrebbe sottoposta ad una pressione di 70 bar e riscaldata all’interno di uno scambiatore di calore.; di questo modo l’aria produce il gas ad alta pressione che è poi in grado di attivare una turbina elettrica.

Attraverso questo processo, dicono gli esperti, oltre che aiutare la programmazione dell’immissione in rete dell’energia prodotta dalle rinnovabili, si recupererebbe circa il 50% dell’elettricità utilizzata per raffreddare l’aria che invece verrebbe dispersa. Per il momento soltanto di prototipo si tratta, anche se a breve il sistema potrebbe essere testato su un piccolo impianto rinnovabile che ne valuterà le potenzialità dandoci risposte più concrete su una sua possibile diffusione. Statene certi sarà un filone di ricerca che seguiremo con attenzione.

Via | Highview-power.com
Foto | Flickr

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