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Nucleare Giappone: Legambiente, Greenpeace e Wwf contro Veronesi. Fimiani contro ogni logica

Che l’incidente nucleare di Fukushima causato dal terremoto e dallo tsunami di venerdì avrebbero avuto conseguenze sul dibattito italiano sul ritorno al nucleare era scontato. E, infatti, così è stato.

Legambiente, Greenpeace e Wwf, in una nota congiunta, se la prendono con l’Agenzia per la sicurezza nucleare e con il suo presidente, Umberto Veronesi, per come hanno descritto e affrontato la questione giapponese. Secondo le associazioni, infatti, sia Veronesi che gli altri componenti dell’agenzia avrebbero sottovalutato l’incidente per sminuirne le conseguenze.

Chiediamo le dimissioni dei componenti dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Non si può arbitrare una partita, essendo ultrà di una delle due squadre. Mentre l’Istituto francese di Radioprotezione e di Sicurezza Nucleare ha ammesso fin da subito la gravità dell’esplosione nucleare in Giappone, dichiarandosi allarmato, l’Agenzia per la sicurezza italiana si è preoccupata solo di fare propaganda politica, negando addirittura la gravità dell’incidente. E’ il caso del presidente dell’Agenzia Veronesi che dichiara ‘sicure’ le centrali e attribuisce le critiche all’atomo “ad un’ideologia antinuclearista che si basa su dati falsi’ o del commissario dell’Agenzia, Marco Ricotti, secondo cui non è successo niente e questo incidente non è una nuova Chernobyl


Agli ambientalisti compatti risponde il solitario Alfonso Fimiani, ormai noto presidente dei Circoli dell’ambiente berlusconiani. Fimiani si dichiara addirittura disgustato per le strumentalizzazioni:

Io non posso provare che disgusto di fronte alla strumentalizzazione ed allo sciacallaggio mediatico di fanatici e tifosi del disastro

Disgusto a parte, la definizione “tifosi del disastro” la dice lunga su quanto sia improbabile anche solo cercare di dialogare con i Circoli e Fimiani. Anche perché l’astroturfer rincara persino la dose:

La situazione giapponese impone sicuramente una riflessione sul ritorno del nucleare in Italia, ma tale valutazione deve essere del tutto serena ed obiettiva: innanzitutto vi è da dire che la centrale giapponese interessata principalmente dal sisma ha ben quarant’anni, pertanto non è neanche lontanamente paragonabile alle centrali che verrebbero costruite in Italia; dall’altro lato, un terremoto del nono grado della scala Richter non si è mai registrato in Italia e probabilmente mai si registrerà; infine, è ridicolo che a fronte di decine di migliaia di morti ci si concentri sui 24 contaminati dalla centrale. L’esame giapponese a parer mio è già stato superato, poiché ogni disastro è già stato evitato grazie all’evacuazione preventiva: ciò vuol dire che il livello di sicurezza delle centrali nucleari è talmente alto, e lo era anche quarant’anni or sono, da consentire in ogni caso che tutte le necessarie manovre per garantire l’incolumità delle popolazioni siano compiute in tempo utile

Al fine di offrire a Fimiani un quadro più completo della situazione, forse è bene precisare alcune cose. Giusto per capire di cosa stiamo parlando. Fimiani afferma che un terremoto di quella magnitudo in Italia non avverrà mai. Speriamo tutti abbia ragione ed è sicuro che se dovesse capitare un 8.9 nel nostro paese non resterebbe assolutamente nulla in piedi e, paradossalmente, il nucleare sarebbe un problema per i nostri vicini e non per noi. Noi saremmo tutti sotto terra già prima della fusione del nocciolo.

Come si fa, però, a dire che l'”esame giapponese è superato” quando è proprio il Giappone a mostrare l’evidenza: una centrale nucleare, in quanto tale e ovunque al mondo, non sarà mai sicura al 100%. Come non lo sarà mai neanche una centrale a gas, carbone o petrolio e persino un pannello solare che potrebbe essere sradicato da un tetto in caso di una tromba d’aria e finire in testa a un malcapitato passante. Ma con conseguenze ben diverse.

Come si fa a fare finta di non aver sentito che il governo francesce, che di nucleare qualcosina ne capisce, ha suggerito ai suoi connazionali di darsela a gambe? Come si fa a fare finta di non aver appreso dai telegiornali di mezzo mondo che c’è il serio rischio di una nube radioattiva che potrebbe raggiungere Tokio, distante oltre 200 chilometri, mettendo in pericolo una delle metropoli più grandi e popolose del mondo?

Come si fa a non aver pena e compassione per quei poveri disgraziati che, da tre giorni, stanno lavorando a contatto diretto con le radiazioni per cercare di evitare il peggio?

Poi si potrà anche dire che tutti questi sono rischi che vale la pena di correre. Perché il nucleare è economico, o perché produce tanta energia, o perché troppa ne importiamo. Ma nessuno venga a dire, a tre giorni dal terremoto e dallo tsunami, che in Giappone alle centrali nucleari non è successo niente.

Via | Comunicato stampa congiunto Legambiente-Wwf-Greenpeace, Facebook
Foto | Flickr

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