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Cronaca ambientale

Programmi antinucleari in Svizzera e Germania: ma è vera anima green?


Nella giornata di ieri mi hanno lasciato perplesso le notizie secondo cui, vista la drammatica situazione in Giappone , Germania e Svizzera avrebbero deciso di fare un passo indietro sul nucleare. Da un lato la cancelliera tedesca Merkel ha autorizzato la chiusura imminente di due impianti nucleari nel proprio Paese, mentre la Svizzera, attraverso il proprio Ministro dell’Energia, ha deciso sospendere le procedure in corso per le domande di autorizzazione di tre nuove centrali nucleari. I miei dubbi a riguardo sono presto detti.

Per quel che concerne la Germania la volontà di chiusura delle due centrali infatti esiste da qualche anno (la notizia venne riportata due anni fa anche da Ecoblog), pertanto credo che descrivere la questione soltanto come risultato dell’onda lunga dello tsunami nucleare giapponese possa probabilmente avere soltanto due spiegazioni: o che sia prassi comune parlare del nucleare con troppa leggerezza non tenendo conto che per chiudere una centrale bisogna avviare una programmazione di alcuni anni (problemi economico-ambientali su tutti), oppure che, anche in Germania, alla luce delle recenti sconfitte elettorali regionali della maggioranza, si sia deciso di divulgare la notizia in una forma particolarmente populista. Idem per la Svizzera, che per il momento rimanda soltanto decisioni importanti su un argomento che l’opinione pubblica non vede sicuramente di buon occhio. Insomma, tradotto in realtà si tratta di prese di posizione che non sono concretamente dei passi indietro veri e propri in materia di nucleare, ma semplicemente un rimandare più in la nel tempo questioni spinose o applicare decisoni su cui in realtà si è già legiferato molto tempo prima.

Questo ovviamente non cambia di una virgola la mia personale ammirazione per le politiche in tema di sostenibilità ambientale intraprese dallo Stato tedesco e quello svizzero, tuttavia ritengo che sia il caso di non farsi trascinare da facili entusiasmi, infatti per porre fine o comunque sperare che nel globo vi sia una riduzione della presenza delle centrali nucleari stiamone certi servirà un programma a lungo termine che non sarà né privo di ostacoli né tantomeno dettato dai sentimentalismi di circostanza.

Foto | Flickr

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