Più rinnovabili e meno nucleare dopo Fukushima Daiichi

piÃ�¹ rinnovabili e meno nucleare dopo fukushima daiichi Ripensare l'approvvigionamento di fonti energetiche, mentre ancora l'incidente alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi non si sta risolvendo. Dopo la tragedia che ha colpito il Giappone e la penosa devastazione nel dopo sisma e tsunami dello scorso 11 marzo il mondo ha preso a interrogarsi sulla reale necessità delle centrali nucleari.

Due dati, oltre ogni soglia di emotività, sembrano indicare che l'orientamento mondiale volge verso la ricerca di energie rinnovabili piuttosto che di nucleare. L'indice globale FTSE Cleantech, è cresciuto dell'80% dopo l'11 marzo scorso; l'indice WilderHill New Energy Global Innovation per lo stock di energie alternative ha già guadagnato il 12%. Sembra brutto dirlo, ma purtroppo è quello che si sta verificando: la speculazione si è decisamente orientata alle rinnovabili, in anticipo evidentemente su quelle che potranno poi essere le scelte dei singoli governi. Il che però si rivela una spia su quanto accade nello scenario mondiale.

Indubbiamente stanno giocando il loro ruolo le moratorie sull'opzione nucleare, ad esempio in Germania, Svizzera e nello stesso Giappone, che stanno già programmando il riesame delle opzioni energetiche, volgendosi decisamente al fotovoltaico. La Cina dal canto suo ha reso noto che potrebbe raddoppiare il suo obiettivo per la produzione fotovoltaica. Gli investitori, è palese, mirano a scuotere il mercato portando gli indici di riferimento mondiale al loro punto più alto nei prossimo 14 mesi.

Dice Paul Hanran presidente della AES Corporation a Singapore:

Se il nucleare contribuirà di meno, allora sarà qualcos'altro a dover fare la differenza e potrebbero essere proprio le rinnovabili.

E mentre i colossi mondiali si stanno attrezzando nel dopo Fukushima, l'Europa sembra ancora in fase di analisi piuttosto che di decisione.

Via | Euractiv
Foto | pikeresearch

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