Ozono: torna il buco sul Polo Nord, Artico in pericolo per il riscaldamento globale?


In realtà non se ne era mai andato, come ha riportato Marina qualche giorno fa facendo riferimento alla Scandinavia. Ora, però, gli scienziati dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea, lanciano l'allarme per tutto il Circolo Polare Artico. Secondo l'Esa, infatti, marzo è stato un mese nero per il buco nell'ozono:

Il satellite dell’ESA Envisat ha misurato in marzo dei livelli minimi record di ozono sul settore euro-atlantico dell’emisfero settentrionale

Gli stessi scienziati spiegano le cause di questo fenomeno:

Il record minimo è stato causato da venti insolitamente forti, noti come vortice polare, che hanno isolato la massa atmosferica sul Polo Nord, impedendole di mischiarsi con l’aria alle medie latitudini e generando, così, temperature molto basse


E le temperature basse, a loro volta, causano il rilascio di atomi di cloro e bromo, prodotti dei clorofluorocarburi (CFC), che distruggono l’ozono nella parte bassa della stratosfera. Ok, questo il problema, ma le cause reali? Ancora non si sa, ma l'Esa ipotizza che le basse temperature che stanno alla base del fenomeno siano dovute al riscaldamento globale:

I ricercatori stanno tentando di capire perché in questi due anni gli inverni artici siano stati così rigidi e se questi eventi, apparentemente casuali, siano invece statisticamente correlati al cambiamento climatico globale

Via | Esa
Foto | Flickr

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