Buco dell' ozono, Franco Prodi: "Urgenti provvedimenti globali"

l'inquinamento antropico causa l'assottigliamento dell'ozono al polo nord Ne scrivevo già qualche giorno fa e poi Peppe anche ieri, dell'eccezionale assottigliamento del buco dell'ozono che si è registrato tra la fine di marzo e questi giorni. Secondo un intervista fatta da Il Mattino di oggi (pag.14) a Franco Prodi, associato all' ISAC -Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr, la causa starebbe nell'eccessivo inquinamento causato dall'uomo e la soluzione consiste nell'abbandonare il modello di sviluppo energivoro.

La situazione sui cieli del Polo Nord è particolarmente delicata conferma Prodi e di certo questo eccezionale assottigliamento è un segnale di cui tenere conto, diciamo un campanello d'allarme che spiega Prodi:

Può dipendere da tante cose, anche dalla circolazione atmosferica: bisogna seguire l'evoluzione della situazione. Ma non collegherei questo ai problemi dei cambiamenti climatici. L'ozono è uno dei tanti protagonisti del cambiamento globale che interessa il Pianeta concorrendo al bilancio di radiazione. Il problema che queste notizie ci segnalano, con urgenza, è un gravissimo inquinamento planetario globale.


Insomma, tutti i vantaggi registrati fino a qualche anno fa, ossia, la ripresa consistente di uno strato di ozono al Polo sembra essere improvvisamente svanita. E Prodi la spiega così:

Accade che l'effetto antropico, ossia quello che dipende dalla nostra presenza sul Pianeta è a livelli mai visti. Oceani e deserti producono l'80% di gas e aerosol della Terra. L'uomo con il traffico, gli incendi, il riscaldamenti, le attività produttive, il restante 20%. L'uomo produce specie chimico-fisiche più varie che la Natura. Ossia inquina.

Dunque la soluzione consiste nel controllare lo sviluppo. Spiega Prodi:

L'inquinamento globale è misurabile, a differenza dei futuri cambiamenti climatici per i quali possiamo fare solo previsioni. Questo ci dà la possibilità di provvedimenti che devono, assolutamente essere immediati e globali, come è globale il pericolo. L'umanità si gioca da qui a due secoli le condizioni di sopravvivenza sulla Terra. E' fondamentale cambiare modello di sviluppo. Il nostro è troppo energivoro, a lungo non è compatibile con l'espansione dell'uomo sulla Terra.

Via | Il Mattino 6-4-2011 (pag.14)
Foto | AWI

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