Incentivi fotovoltaico, il ministro Romani ascolta solo il Gifi. Asso Energie Future protesta

Incentivi fotovoltaico, il ministro Romani ascolta solo il Gifi. Asso Energie Future protesta

L'obbiettivo principale del recente decreto Romani "ammazza rinnovabili", come il soprannome lascia intendere, era quello di disincentivare la produzione di energia rinnovabile da fonte fotovoltaica. Lo ha ammesso lo stesso ministro affermando che le proiezioni dello sviluppo di questa fonte incentivata dallo stato erano, a suo dire, insostenibili.

Il primo risultato, nell'attesa (infinita? i famosi quindici giorni sono passati da un pezzo...) che vengano resi noti i nuovi incentivi statali che dovrebbero bloccare il fotovoltaico a terra in favore di quello sui tetti, è stato quello di dividere le associazioni di categoria delle rinnovabili.

In questi giorni, infatti, Paolo Romani sta dialogando con il Gifi, il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane. Ma non con gli altri attori del mercato. Asso Energie Future (ve ne ricordate? ne abbiamo già parlato in questo post) non l'ha presa molto bene ed è uscita con un attacco frontale al ministro. Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future, su Romani afferma senza mezzi termini:

si ostina a tenere fuori dal confronto il grosso delle imprese, e a ascoltare solo il Gifi della Confindustria. Perché? Perché evita di incontrarci e ignora le nostre richieste? Non si possono fare consultazioni e ascoltare solo un rappresentanza minoritaria dei soggetti interessati dal provvedimento

Ora, vanno notate due cose: la prima è che il Gifi è aderente a Confindustria, l'associazione ufficiale degli industriali italiani che con Romani dialoga non solo sull'energia fotovoltaica ma anche sull'energia nucleare. L'intervista di Striscia la Notizia al presidente del Gifi, in occasione dell'ormai famosa polemica sul fotovoltaico, non è esattamente casuale.

La seconda è che dentro il Gifi ci sono sia aziende che lavorano sui piccoli e micro impianti, i famosi tetti fotovoltaici, che imprese che costruiscono e gestiscono grandi impianti a terra.

Asso Energie Future, invece, è formata da aziende tra il grande e l'enorme. Pezzi grossi che non hanno grandi difficoltà a reperire capitali per impianti da svariati MW. Si spiegherebbe, in questo modo, la successiva steccata di Sapienza:

E' ben strano che a fare la politica sul fotovoltaico di quella che è l'associazione dell'industria siano le mini-aziende. Resta il sospetto che a Confindustria, o agli oligopolisti dell'energia , le rinnovabili proprio non piacciano

Divide et impera, dicevano i latini: non c'è niente di meglio che scomporre le fila del nemico per vincere la guerra. E la guerra, in Italia, si chiama ritorno al nucleare mentre il nemico, il settore industriale del fotovoltaico, a quanto pare è già caduto nel tranello di Romani e di Confindustria.

Via | Asso Energie Future

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