Fukushima Daiichi, livello INES 7: Pechino ora esige informazioni dal Giappone

Hong Lei La Cina a alza la voce con il Giappone esigendo informazioni precise su quella che è la reale portata dell'emergenza nucleare a Fukushima Daiichi. Riferisce Le Figaro le dichiarazioni fatte da Hong Lei (a sinistra nella foto) portavoce del ministero per gli affari esteri:

Speriamo che le misure adottate dal Giappone servano a migliorare la situazione. Speriamo altresì che il Giappone ci fornisca delle informazioni in maniera idonea, opportuna, precisa e completa.

Il Governo giapponese, con estrema prudenza, in pratica a un mese dal terremoto e dallo tsunami di Sendai dello scorso 11 marzo, ha proclamato che il livello INES dell'incidente nucleare di Fukushima Daiichi è 7, pari a quello di Chernobyl. Gli accostamenti con la tragedia avvenuta in Ucraina nel 1986 sembrano decisamente improbabili. Lo abbiamo già specificato che se si può parlare di analogie queste sono più simili all'incidente di Three Mile Island negli Stati Uniti.

Molti osservatori avevano già espresso dubbi rispetto alla prudenza adottata anche dall'Iaea in merito alla classificazione dell'incidente. Perché omettere le informazioni circa i pericoli che corre sia la popolazione locale, sia quella mondiale significa non far innescare tutti quei meccanismi di controllo e difesa che potrebbero arginare le eventuali conseguenze. Dunque la Cina che con la Corea già lo scorso 17 marzo aveva espresso le sue perplessità circa la reale gravità dell'incidente di Fukushima torna nuovamente alla ribalda chiedendo che questa volta si conoscano sul serio tutte le informazioni. Prima azione adottata è l'embargo di prodotti agroalimentari provenienti dal Giappone, anche se le incertezze più consistenti persistono, per i cinesi, a causa dell'acqua contaminata da radiazioni versata da Tepco nell'Oceano Pacifico.

Foto | Shangaiist

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