Angelo Bonelli (Verdi) a Ecoblog: "Censura e referendum: per non avere centrali nucleari in Italia si deve votare"

angelo bonelli

Il 12 e 13 giugno prossimi saremo chiamati a votare attraverso i referendum contro il nucleare, contro la privatizzazione dell'acqua e contro il legittimo impedimento (tutti i quesiti su polisblog). Ma ai media, poco cale evidentemente, considerato che non ne parlano e non ne scrivono. In compenso sappiamo vita e miracoli di B. Un dato su tutti: il 70% degli italiani non sa che ci sono i referendum.

Tra i promotori del referendum accanto ai comitati cittadini ci sono i Verdi che con il passaparola dei social network cercano di far sapere al resto del popolo che per non avere le centrali nucleari in casa basta votare. La lotta però è dura perché la copertura mediatica è pari, pressoché allo zero, anche se l'onda emotiva dell'emergenza nucleare di Fukushima Daiichi, potrebbe fare la differenza. Nel parlo al telefono con Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, che non le manda a dire e che sopratutto tiene a precisare che l'ambiente non può essere strumentalizzato né dalla destra e né dalla sinistra. Sorpresi? E non avete ancora letto l'intervista...

D.: Bonelli, lo sa che il 70% degli italiani non è a conoscenza delle giornate di voto ai referendum del 12 e 13 giugno?

R.: Per la verità a noi risulta che siano un po' di più: circa l'80%.


una bandiera per non avere centrali nucleari
D.: Come farete sapere agli italiani che per non avere centrali nucleari devono votare ai referendum?

R.: Con un'iniziativa al giorno. Dai sit-in ai flash mob. L'informazione in merito è completamente chiusa. La stampa non fa comunicazione ma censura. Ora abbiamo lanciato la campagna bandiere e magliette antinucleare, ossia una bandiera su ogni bancone per comunicare la scelta di non avere centrali nucleari. lavoriamo, con i nostri pochi messi, con i social network, con il passaparola, di persona in persona.

D.: La strategia del porta a porta...
R.: Abbiamo deciso di aprirci in luoghi pubblici, di non chiuderci in seminari e tavoli di lavoro aperti a pochi. Facciamo quell'informazione dal basso che altri non fanno. Anzi, stiamo valutando azioni legali contro la mancata informazione perché è un danno per l'opinione pubblica.

D.: Ma trasmissioni come Ballarò o Annozero non sarebbero i luoghi più adatti per portare al grande pubblico informazione sui referendum?
R.: Ho parlato personalmente con Giovanni Floris e Michele Santoro e fino a oggi la risposta è stata negativa. Loro trattano trasmissioni in cui l'argomento principale è stabilire chi è a favore e chi è contro Berlusconi. Viviamo nel berlusconismo e nessuno investe in battaglie politiche come quella a favore dell'acqua pubblica. Queste trasmissioni sono responsabili del non fare informazione.

D.: Inseguono l'Auditel?
R.: No. Appartengono a un certo tipo di trasmissioni finto progressiste.

D.: Parliamo di Mattero Renzi, il nuovo che avanza, ma favorevole al nucleare.
R.: Nuovismo travestito da giovane. Vuole scalare il potere.

D.: Bersani? A lui piacciono i termovalorizzatori.
R.: Gli riconosco l'onore della coerenza.

D.: Nichi Vendola, a favore delle rinnovabili...
R.: Sono abbastanza critico anche con lui. Nel luogo dove governa (la Regione Puglia NdR) fa l'esatto contrario di quel che predica. Ha dato 120milioni di euro a Don Verzè, favorendo i privati e costringendo alcune strutture pubbliche a chiudere. A Taranto, dove l'Ilva continua a inquinare con la sua diossina, non autorizza a aprire un'indagine epidemiologica che consentirebbe di dimostrare la relazione tra le morti per cancro e l'inquinamento.

D.: Giulio Tremonti, allora potrebbe essere un buon punto di riferimento. Dice che non è favorevole al nucleare perché costa troppo.
R.: Tremonti non è credibile. Ha votato a favore del nucleare. Quando una persona cambia idea così radicalmente è in malafede.

D.: Ma lei ce l'ha con tutti...

R.: L'ambiente non è di destra né di sinistra, ma viene solo usato come strumento di lotta politica.

D.: L'ambiente e la sua tutela, però, è nel dna dei Verdi, ma dopo la funesta debacle elettorale del 2008, cosa accade?
R.: Abbiamo deciso di puntare tutto sui referendum. Il prossimo 21 e 22 maggio ci sarà la Costituente ecologista sia in Italia sia in Europa.

D.: Pensate a nuovi accordi, intese, allargamenti? Insomma come ritornerete in Parlamento?
R.: L'ecologismo non è di destra e non è di sinistra. Fare ecologia è trasversale; è pragmatico; è avere la capacità di essere collante, di non urlare solo slogan. Abbiamo figure autorevoli e soluzioni concrete.

D.: Dunque non siete il popolo dei NO.
R.: Occuparsi dell'ambiente vuol dire occuparsi di politica industriale e politica del debito.

D.: Va bene, viriamo su Fiat e Mirafiori.
R.: Costruiranno SUV mentre il resto del mondo punta sulle auto elettriche. Le basta? Una considerazione: la mobilità è un diritto così come è un dovere non inquinare. Con la crisi ambientale i centri delle città chiudono ai veicoli e la Fiat non produce auto elettriche.

Foto | Angelo Bonelli su Facebook

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