Coltivare marijuana indoor non solo è illegale, ma inquina il Pianeta

coltivare marijuana fa male all'ambiente

In California, patria del referendum sulla legalizzazione della marijuana, poi perso, viene reso noto uno studio sugli effetti negativi della coltivazione indoor di questa canapa. Infatti, sebbene, non sia legale, i californiani amano coltivare indoor questa pianta il che però, non è proprio sostenibile come si crederebbe: viene usata troppa energia elettrica.

La ricerca ha il titolo di The Carboon footprint of indoor cannabis production ed è stato redatto dal prof. Evan Mills docente alla University of California a Berkeley e ricercatore per l' U.S. Department of Energy, dove spiega che l'uso massiccio di lampade per favorire la crescita al chiuso della cannabis si rivela una potente bomba ecologica. Spiega Mills:

L'utilizzo di energia elettrica aggiunto è pari al consumo di circa 30 frigoriferi e dunque per far crescere una pianta si emette CO2 pari a 3000 volte il suo peso.

Infatti l'uso massivo di energia elettrica è dovuto alle lampade UV necessarie a far crescere la marijuana. Queste fonti producono circa 500 volte più luce di quanto necessario, ad esempio, per leggere un libro. Inoltre restano accese per moltissime ore. Considerando altri fattori, quali la ventilazione e l'uso di acqua, mediamente una pianta necessita, per crescere, di circa 13.000 chilowattora all'anno. In alcune case sono messe a disposizione della marijuana almeno 10 stanze, il che fornisce in parte la dimensione del problema.

In totale, conclude Mills, l'energia utilizzata per coltivare marijuana in casa è pari all'1% del consumo di elettricità della nazione e al 2% del consumo domestico di energia elettrica - paragonabile alla produzione di 7 grandi impianti di energia elettrica .

Via | News Discovery
Foto | DailyCal

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