Sospensione referendum nucleare, per il WWF si deve andare a votare lo stesso

referendum Per il WWF è necessario andare a votare lo stesso ai referendum del prossimo 12 e 13 giugno. Dovrebbe restare in piedi quello sul nucleare mentre certamente resteranno quelli sull'acqua pubblica e sul legittimo impedimento.

In una nota stampa fa sapere Stefano Leoni presidente del WWF Italia:

Ad una lettura piu' approfondita l'emendamento di sospensione sine die del programma nucleare presentato al Senato ha le conseguenze di un'abrogazione delle disposizioni sottoposte a quesito referendario ma non del complesso di norme che hanno rilanciato il nucleare in Italia. Questo significa che in realta' si dovrebbe andare in ogni caso alle urne. Il WWF chiede che il Governo abroghi senza se e senza ma le norme sul nucleare.

Più incisivo è Tommaso Sodano ex senatore di Rifondazione e attualmente penna per Il Fatto quotidiano, che nel suo editoriale scrive:

Tuttavia va detto che, al momento, il Governo ha presentato un emendamento a un decreto legge che, per diventare legge dello Stato, deve essere definitivamente convertito prima dal Senato e poi dalla Camera senza modifiche, e quindi deve essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale: tutto questo non avverrà prima del 20 o 25 maggio. Quindi una prima considerazione è che bisogna mantenere elevata l’attenzione sul referendum fino a quando non ci sarà la certezza della effettiva cancellazione e per evitare sorprese all’ultimo minuto.

Dunque il Governo, come rilevano i sondaggi, avrebbe subito con il referendum il voto di circa il 54% degli italiani, che si sarebbero espressi contro il nucleare, la privatizzazione dell'acqua e il legittimo impedimento. Di fatto la campagna resta in piedi e le opposizioni si stanno coordinando per questo.

Foto | Flickr

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