Rifiuti in Sicilia: tornano i poltronifici?

Rifiuti in Sicilia: tornano i poltronifici

In Sicilia (nove province per quasi 5 milioni di abitanti) fino all'anno scorso c'erano 27 Ato Rifiuti, le "società d'ambito ottimale" che gestivano il ciclo dei rifiuti (in realtà gestivano appena l'abbancamento in discarica). Questi 27 Ato sono riusciti, in pochi anni, a fare un buco da diversi miliardi di euro nel bilancio regionale. E partivano con una dotazione finanziaria di qualche centinaio di milioni che dovevano servire a fare gli impianti per la raccolta differenziata.

Dopo innumerevoli polemiche, l'anno scorso, la Regione Sicilia abbatté il numero degli Ato a dieci: uno per provincia più uno per le isole minori. Festa grande, tutti inneggiano alla svolta e si procede a liquidare i debiti dei vecchi Ato. I nuovi ancora devono arrivare: stanno ancora contando i soldi che devono dare ai creditori.

E non è detto che saranno realmente dieci: secondo il parlamentare regionale del Pd (partito che appoggia il governatore Raffaele Lombardo) Giacomo Di Benedetto sarebbe pronto l'escamotage. Un maxiemendamento alla finanziaria regionale:

Attraverso il maxiemendamento alla finanziaria, il governo intende abolire il tetto inserito lo scorso anno al numero degli Ato-rifiuti, che avevamo ridotto da 27 a 10. Insomma, il governo vuole le mani libere per aumentare il numero degli Ato. E’ una norma scandalosa che deve essere immediatamente eliminata, perché percorrendo la strada che vorrebbe premiare i soggetti ‘virtuosi’, si corre il rischio di tornare al modello di gestione dei rifiuti voluto da Cuffaro

Via | Sicilia Informazioni
Foto | Flickr

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