Rai, polemiche al concertone del Primo maggio: vietato agli artisti di esprimersi sui referendum

La polemica la solleva anche Antonio di Pietro dalla sua pagina su facebook dove testualmente scrive:

Ieri la Rai ha fatto firmare agli artisti del concertone una liberatoria per non farli parlare dei referendum. E' una grave illegalità non permettere a chi vuole esprimersi di dire la propria sui referendum, chi viola la par condicio è proprio la tv di stato. E' curioso che si applichi solo la parte proibitiva del regolamento - peraltro non ancora approvato - ignorando il dovere di informazione sui temi referendari.

Anche il Comitato Vota sì per fermare il nucleare scrive di attacco alla libertà stretta dalle pesanti multe previste in caso di infrazione della liberatoria:

quelle decine di migliaia di euro che pendono sulla libertà d'espressione degli artisti sono un'offesa inaccettabile alla libertà d'espressione e al pluralismo. Un'offesa agli italiani

Insomma, da Ascanio Celestini a Gino Paoli, arriva la denuncia che al concertone di ieri a Roma per il Primo maggio, presentato da Neri Marcorè e andato in onda sulla Rai a causa della liberatoria firmata, non è stato possibile per gli artisti, qualora lo avessero desiderato, esprimere una opinione politica o invito sui referendum del prossimo 12 e 13 giugno. Non sappiamo se si voterà per il quesito sul nucleare (ce lo dirà la Cassazione), ma probabilmente voteremo per impedire che ci sia la possibilità di privatizzare i servizi connessi all'acqua e sul legittimo impedimento. Dopo il salto le testimonianze rilasciate a Greenpeace da Eugenio Finardi e Luca Barbarossa che ha indossato la maglietta con l'urlo antinucleare.

Ma perché gli artisti avrebbero firmato, se poi si sono lamentati? Spiega candidamente Erriquez il leader di Bandabardò:

Pensavamo si trattasse della normale liberatoria che si firma quando si va in televisione. Certo è anche un nostro errore, ma in questo modo si impedisce la libertà di parola.

La Rai, dal canto suo fa sapere, invece di aver rispettato il regolamento sulla par condicio approvato lo scorso 23 marzo dalla Commissione di Vigilanza della Rai (con il voto contrario delle opposizioni), poiché come recita al punto.4:

In tutte le altre trasmissioni Rai non è ammessa la presenza di candidati e politici, né possono essere trattati temi di rilevanza politica ed elettorale.

Per Angelo Bonelli, presidente dei Verdi non è proprio così e attraverso un comunicato stampa fa sapere:
È davvero singolare agli artisti che si sono esibiti al Concerto del Primo Maggio sia stata fatta firmare una liberatoria per non farli parlare sui referendum visto che ancora la Commissione di Vigilanza non ha varato il regolamento. Quello accaduto ieri è un fatto grave. Viene da chiedersi se sui referendum sia scattata una sorta di censura preventiva, per imporre il silenzio.Non solo il governo sta cercando in tutti i modi di scippare il diritto democratico dei cittadini ai referendum ma è ormai evidente che si vuole imporre il silenzio sui quesiti su nucleare e acqua.

Ovunque si trovi la verità, un dato è certo: siamo in campagna elettorale e andare a votare ai referendum del 13 e 14 giugno è importantissimo.

Via | Mainfatti

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