Esaurite le riserve ittiche nei mari italiani. Federcoopesca: "Allarmismo ingiustificato"

esaurite le risorse ittiche nel mediterraneo

Lo scorso 30 aprile è stato consumato l'ultimo pesce pescato in Italia. Cioè se dovessimo fare affidamento sul solo pescato dei mari italiani dovremmo aspettare il prossimo gennaio per riprendere a pescare e per avere nuovamente pesce italiano sulla nostra tavola. Lo rivela il rapporto Fish dependance day curato da New economics foundation e Ocean2012.

Spiega il rapporto:

Sebbene gli stock ittici siano una risorsa rinnovabile, preleviamo dai nostri mari molto più velocemente rispetto ai tempi di ripopolamento. La conseguenza è che il 54% dei 46 stock ittici del Mediterraneo esaminati nel rapporto è sovrasfruttato. Dato il calo delle catture, l’Italia, che continua a consumare la stessa quantità di pesce del 1999, è costretta a importarne il 37% in più rispetto a un ventennio fa.

Secondo Federcoopesca-Confcooperative però è un allarmismo ingiustificato. Infatti, in un comunicato stampa fa sapere:

Negli ultimi 7 anni la quantità di prodotto ittico acquistato dalle famiglie italiane è aumentato del 13%, rispetto ad un aumento di solo il 4% delle produzioni agroalimentari in generale; quello che è cambiato oggi è che ci sono meno pescatori, meno barche ma non meno prodotto in mare; le possibilità di pesca per la flotta nazionale, infatti, sono fortemente diminuite per le politiche di dismissione dei pescherecci portata avanti dall'Unione europea; dal 2003 al 2008 sono usciti dal settore più di 2.000 pescherecci, e questo ha comportato una riduzione del 18% delle catture.

Nel resto d'Europa non va meglio, tranne l'eccezione della Svezia che va in pareggio esaurendo il pescato autoctono il 30 dicembre; la Spagna lo ha esaurito l'8 maggio; il Portogallo il 26 aprile; la Francia il 13 giugno; la Germania il 27 aprile; il Regno Unito il 16 luglio.

Via | Biologiamarina
Foto | Flickr

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