Enel Porto Tolle, stop alla riconversione a carbone da parte del Consiglio di Stato

Enel Porto Tolle, stop alla riconversione a carbone da parte del Consiglio di StatoBatosta per Enel da parte del Consiglio di Stato che ha ribaltato la sentenza del Tar Lazio del giugno dell'anno scorso che sbloccava la riconversione a carbone della centrale termoelettrica a petrolio di Porto Tolle, in Veneto. La sentenza del Consiglio di Stato, inoltre, revoca il decreto di compatibilità ambientale emanato il 29 luglio 2009 dal Ministero dell'Ambiente di Stefania Prestigiacomo.

Le motivazioni della sentenza non sono ancora note e, con quest'ultima decisione, la vicenda si complica ulteriormente. La decisione del Tar Lazio, infatti, arrivò pochi mesi dopo l’accordo tra Enel e Regione Veneto che, in cambio dell'ok alla riconversione, ottenne 140 milioni di euro da parte di Enel.

Tutto ciò nonostante l’inchiesta della magistratura di Rovigo che ha fatto le pulci alla procedura di concessione della Via, ipotizzano che la commissione Via del Ministero dell’Ambiente abbia dolosamente "dimenticato" l’opzione meno inquinante (di fatto una Bat, la miglior tecnica disponibile) della riconversione a gas naturale.

Ora l'ultima sentenza, quella del Consiglio di Stato, rimette tutto in dubbio con grande soddisfazione degli ambientalisti che avevano promosso il ricorso. Il Wwf, ad esempio, commenta così:

In attesa di leggere le motivazioni della sentenza il WWF intanto dichiara, con grandissima soddisfazione, che finalmente sono state accolte le argomentatissime ragioni giuridiche ed ambientali portate dinanzi al giudice amministrativo dall’Avv Matteo Ceruti di Rovigo, quelle stesse ragioni che avrebbero dovuto indurre il Ministro dell’Ambiente a dire di no alla compatibilità ambientale della riconversione a carbone di Porto Tolle

Di parere opposto, ovviamente, Enel che parla di "danno all'economia":

questa decisione rischia di cancellare un progetto necessario per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici del Paese e per la riduzione del costo finale dell'energia, progetto che vedeva un investimento da circa 2,5 miliardi di euro e oltre 3.000 posti di lavoro per i 5 anni necessari a costruire l'impianto e che avrebbe migliorato di molto l'ambiente con l'utilizzo delle piu' avanzate tecnologie di abbattimento di fumi e inquinanti

Con "le più avanzate tecnologie di abbattimento dei fumi inquinanti" Enel intende dire

I nuovi impianti di denitrificazione, desolforazione e di cattura delle polveri sono infatti progettati per abbattere fino all'80% le emissioni, rispetto al funzionamento con olio senza zolfo (STZ)

e il fatto che

lo sbarco, la movimentazione e lo stoccaggio del combustibile avverrebbero con infrastrutture “sigillate”, affidabili ed avanzate, tali da impedire qualsiasi dispersione delle polveri

Il tutto, per ammissione della stessa Enel, con una efficienza complessiva di appena il 45%.

Via | Wwf, Affari Italiani, Enel
Foto | Wikipedia

  • shares
  • Mail
7 commenti Aggiorna
Ordina: