Un calamaro e cinque magnifici microrganismi sullo Shuttle Endeavour

batteri luminosi sullo shuttle

Lo Shuttle Endeavour ha da qualche ora agganciato la stazione internazionale. La missione è non solo ricercare la materia oscura ma anche osservare il comportamento di un calamaro e di alcuni microrganismi mentre si trovano nell'inusuale habitat dello spazio. A bordo sarà osservato il comportamento della Sepiola atlantica e di cinque diversi microrganismi selezionati nell'ambito del progetto LIFE di The Planetary society.

L'obiettivo è capire quali organismi siano in grado si sopravvivere in un ambiente ostile come lo spazio: in assenza di gravità e in presenza di radiazioni. L'idea è verificare l'ipotesi della transpermia, ossia se la vita sulla Terra sia stata trasportata attraverso meteoriti provenienti da Marte o Venere. E che c'entra il calamaro? C'entra perché nel suo organismo ospita i Vibrio Fischeri e saranno loro il vero oggetto dello studio, con finale molto triste per il calamaro, come spiega bene Galileo:

Gli scienziati della Nasa, infatti, vogliono verificare se a questi batteri buoni capiti quanto osservato in quelli cattivi: nelle condizioni estreme di temperatura e radiazioni, questi ultimi diventano ancora più nocivi. Quindi, una volta raggiunta la Stazione spaziale, il piccolo calamaro sarà colonizzato con i batteri esposti allo Spazio, ucciso e conservato per poter poi essere analizzato una volta di ritorno sulla Terra.

Gli altri 5 microrganismi oggetti dello studio sono: i terdigradi o anche detti orsi d'acqua che riescono a tollerare temperature prossime allo zero assoluto o superiori ai 150 gradi centigradi; i Deinococcus radioduranso anche conosciuto come Conan che sopravvive a esposizioni di radiazioni di 15mila Gy; i Haloarcula marismortui che abitano in ambienti salati non sopportati da nessun altro essere vivente; i Pyrococcus furiosus o mangiatori di fuoco che resistono a temperature elevatissime e infine il Cupriavidus metallidurans che collabora alla formazione delle pepite d'oro.

Via | Galileo
Foto | Redorbit

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