Le foto delle 10 catene umane contro il nucleare

10 catene umane contro il nucleare

In gallery le prime foto della grande manifestazione 10 catene umane contro il nucleare che si concluderà domani con la catena a Montalto di Castro. L'evento è sostenuto da oltre 80 associazioni riunite sotto il Comitato Vota si per fermare il nucleare. Dichiara il Comitato in una nota stampa:

I cittadini faranno sentire la loro voce contro la censura che cerca di nascondere i referendum agli italiani e contro i tentativi di sabotare il voto del 12 e 13 giugno.

La prima catena si è chiusa stamane a Palma di Montechiaro in provincia di Siracusa, essendo questa una delle località scelte per ospitare una delle nuove centrali nucleari. Dopo il salto l'elenco dei siti con le catene umane.
10 catene umane contro il nucleare

10 catene umane contro il nucleare
10 catene umane contro il nucleare
10 catene umane contro il nucleare
10 catene umane contro il nucleare
10 catene umane contro il nucleare

Palma di Montechiaro (Agrigento – ore 10.30). La costa agrigentina nei pressi di Palma di Montechiaro è oggetto di studio per la localizzazione di una centrale nucleare, in virtù della disponibilità di acqua e della relativa stabilità sismica della zona.
Caorso (Piacenza – ore 15) APPUNTAMENTO NAZIONALE. La centrale nucleare di Caorso, entrata in funzione nel 1978 con 860 MW di potenza, è la più grande e più recente delle centrali nucleari italiane in funzione prima del referendum del 1987. Attualmente ospita ancora 8.700 fusti di rifiuti radioattivi di 1^ e 2^ categoria. È tra i siti più probabili per la costruzione di una nuova centrale nucleare.
Saluggia (Vercelli – ore 14.30). Nel comprensorio nucleare di Saluggia hanno sede l'ex impianto di riprocessamento Eurex-SO.G.I.N e il deposito nucleare Avogadro di combustibile irraggiato. In questo sito sono conservate 164 barre di combustibile nucleare provenienti dalle varie centrali Italiane, 230 m3 di scorie liquide e 5 kg di plutonio. Il tutto a breve distanza dalla Dora Baltea e dal Po in piena zona ad elevato rischio di alluvioni (eventualità già verificatasi nel 1994 e nel 2000). Nello stesso sito é stata inoltre da poco autorizzata la costruzione di due nuovi depositi nucleari.
Monfalcone (Gorizia – ore 15). Il territorio del comune di Monfalcone è uno dei siti papabili per la realizzazione di un impianto nucleare.
Scanzano Jonico (Matera – ore 15). Nel 2003 il Governo Berlusconi ha identificato Scanzano Ionico come luogo per la costruzione del deposito definitivo delle scorie nucleari italiane, con un processo decisionale che non ha visto il coinvolgimento delle autorità locali. La zona in realtà non risulta idonea, per ragioni geologiche, ad ospitare un deposito. Il progetto è stato accantonato in seguito alle forti proteste della popolazione.
Chioggia (Venezia – ore 15.30). Il Veneto è una regione fortemente interessata dai progetti di costruzione di nuove centrali nucleari e dal deposito di rifiuti radioattivi. Chioggia è uno dei comuni di maggiore interesse per il ritorno dell'atomo, insieme a Legnago e la zona del delta del Po.
Termoli (Campobasso – ore 15.30). Tra Termoli e Campomarino, presso la foce del fiume Biferno, è stata individuata una zona potenzialmente adatta ad ospitare una centrale nucleare.
Foce del fiume Sele (scavi di Paestum, Salerno – ore 17). Stando a un documento del Cnen (Comitato nazionale per l’energia nucleare) risalente al 1979, l’incrocio di vari parametri di rischio porterebbe ad identificare la Foce del Sele, tra i Comuni di Eboli e Capaccio-Paestum, come uno dei siti considerati idonei ad accogliere una nuova centrale atomica.
Nardò (Lecce – ore 19.30). La costa tra Manduria e Nardò è stata identificata fin dal 1979 come zona idonea ad ospitare un impianto nucleare. Nel 2008 il Comune di Nardò si è dichiarato “territorio denuclearizzato”, come molti altri territori nella regione Puglia.
Montalto di Castro (Viterbo – domenica, 22 maggio, ore 10). A Montalto di Castro era in costruzione la quinta centrale nucleare italiana con due reattori di 982MW di potenza. Il cantiere è stato fermato nel 1988 a seguito del referendum e ai danni riportati nell'alluvione nel 1987. L'impianto è stato poi convertito in una centrale termoelettrica. Il nuovo programma nucleare italiano potrebbe ripartire dal vecchio progetto di costruire qui due reattori. A Montalto è presente una delle centrali fotovoltaiche più grandi d'Europa.

Foto | Vota SI per fermare il nucleare

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