Etichetta etica, per ora è solo volontaria

etichetta etica L'etichetta etica è stata presentata ieri durante la 6° edizione di Mangiasano 2011, giornata dedicata all'alimentazione sostenibile e sana. Per ora l'etichetta etica sarà applicata su base volontaria e conterrà una serie di indicazioni che tracceranno il profilo del prodotto:

Le generalità del produttore (non solo il Paese d’origine ma “l’azienda d’origine”); le generalità del trasformatore (quando diverso dal produttore); il metodo di coltivazione impiegato (industriale, biologico, biodinamico, naturale); le dimensioni aziendali (superficie e addetti) e le informazioni relative all’impatto ambientale (uso di acqua, di carburanti, di energie); il prezzo al produttore; l’origine dei semi per i prodotti dell’orto e quella dei mangimi per gli animali.

Perciò potrebbe capitare di leggere su un etichetta etica di un succo di frutta in vetro da 12 cl che:

costa circa 15-20 centesimi tra bottiglia, tappo ed etichettatura, mentre la materia prima per farlo pesa per poco più di 0,1 centesimi, considerato che mediamente un quintale di frutta al produttore non viene pagato più di 15 euro. In sostanza, il contenuto di un succo di frutta da 12 cl vale meno della decima parte del suo involucro.


L'etichetta etica nasce da un indagine congiunta di Cia, Confederazione italiana agricoltori e dai Vas, Verdi ambiente e Società secondo cui il 91% dei consumatori vorrebbe avere una etichetta semplice ma più ricca di informazioni; per l'83% è importante conoscere se il prodotto che vanno a acquistare sia nazionale o tipico;il 40% vorrebbe conoscere l'impatto dei prodotti sull'ambiente e il 70% vuole una filiera corta per pagare meno i prodotti.

Altri dati interessanti sono emersi a proposito degli OGM:

Il 55 per cento del campione ritiene gli organismi geneticamente modificati dannosi per la salute, mentre il 76 per cento crede semplicemente che siano meno salutari di quelli “normali”. All’opposto, il 62 per cento degli italiani si fida del biologico: secondo questa “fetta” di utenti il bio risponde ai più elevati standard di sicurezza e salubrità alimentare. In più, per il 58 per cento dei “bio-appassionati”, questi prodotti sono di qualità superiore rispetto ai convenzionali.

Via | VasOnlus, Teatro naturale

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