Svizzera, energia dalla fusione dei ghiacci

ghiacciai fusi In Svizzera stanno pensando a sistemi di approvvigionamento energetico per compensare l'energia nucleare che sarà dismessa entro il 2034. I glaciologi stanno studiando come sfruttare l'acqua dei laghi che si formeranno a causa della fusione dei ghiacci. Le ricerche sono svolte dall'Institut de géographie de l'Université de Zurich, secondo quanto riporta il "SonntagsZeitung" e sostenute dal Programme national de recherche (PNR) 61, che studia gli effetti positivi della fusione dei ghiacciai e l'uso dei nuovi laghi per la produzione di energia o per turismo. Infatti, i ricercatori si attendono che una nuova serie di laghi, piccoli e grandi appaiano nelle Alpi nel corso di questo secolo.

Spiega Wilfried Haeberli detto, glaciologo e direttore dello studio:

Stimiamo che entro il 2050 quasi la metà dei ghiacciai esistenti nel 2000 si saranno sciolti. Alla fine del secolo saranno scomparsi quasi tutti e si saranno creati molti laghi.

Questi laghi tuttavia presentano dei pericoli da prenedere seriamente in considerazione, ossia la stabilità del terreno su cui si trovano. La vera sfida sarà giungere a un equilibrio tra le possibilità e i pericoli. Nell'analisi la capacità di contenimento dei laghi, il loro potenziale di produzione energetica, ma anche misure di protezione contro le esondazioni.

Doris Leuthard ministro svizzero per l'energia spiega che l'atomo non sarà preso in considerazione almeno fin quando non si avrà a che fare con la fusione nucleare:

Se si verificherà in 30 anni e se i vantaggi dell'atomo ritorneranno a essere prevalenti sarà possibile rivedere la legge. La decisione del Consiglio federale è stata presa sulla base delle conoscenze attuali che vanno contro nuovi investimenti nell'energia atomica.

Via | Romandie
Foto | Flickr

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