Slow food ancora più slow

Buono, pulito e giusto di Carlo PetriniLeggo sulla Stampa che Slow Food torna a tessere l’elogio della lentezza e a corteggiare una vita a maggiore misura d’uomo, dopo una deriva in direzione della ricercatezza da facoltosi degustatori. Carlo Petrini, presidente di Slow Food, ha annunciato una svolta nel movimento da lui fondato 20 anni fa: l’anima «culturale» e «sociale», legata alla rete di Terra Madre nata nel 2004, sta diventando più importante dell’anima di «gourmet» e «degustatori» da laboratori del gusto.

La preoccupazione odierna del gruppo dirigente è quella di adeguare la «base» - fatta di cinquantenni abituati a cene a forza di Barolo e Brunello - alle esigenze terzomondiste riassunte nel manifesto di nuova gastronomia pubblicato recentemente dal fondatore: Buono, pulito e giusto (Einaudi). In questo libro Petrini si chiede come mai i peperoni di Asti siano stati sostituiti da quelli olandesi e ad Asti si coltivino tulipani che poi vengono spediti a fiorire in Olanda. Me lo chiedo anch'io.

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