La Spal e il fotovoltaico come fonte di finanziamento per il calcio


Le società calcistiche, soprattutto nel pantano della Lega Pro (quella che gli affezionati ancora chiamano Serie C), sono in costante difficoltà economiche. I soldi sono pochi, i presidenti mecenati in tempi di crisi ancora meno, così bisogna inventarsi qualcosa di innovativo e la Spal ha trovato una soluzione davvero originale (e terribilmente "green"). Grazie alla disponibilità dell'amministrazione comunale e provinciale di Ferrara (la politica è sempre sensibile quando si tratta di difendere la squadra di calcio locale) e a quella di alcuni imprenditori la Spal sarà la prima squadra di calcio "alimentata" con energia solare.

Non ci riferiamo al fotovoltaico per riscaldare qualche doccia al campo d'allenamento, ma ad un'intera discarica dismessa per un'area di 31 ettari complessivi sui quali sono stati installati 4 campi di pannelli solari da 3.5 megawatt, in totale 14 megawatt, abbastanza per 7 mila famiglie. Grazie a questo investimento la Spal, a prescindere da qualsiasi futuro cambio di proprietà, si è guadagnata un vitalizio trentennale anticipato dalle banche sulla base degli utili attesi per la vendita dell'energia elettrica e destinato "alla gestione sportiva del club".

Un autentico affare che garantisce alla squadra il sostentamento che la mette al riparo da qualsiasi turbolenza economica, magari con la possibilità di pianificare un rilancio che riporti agli antichi fasti delle categorie superiori la Spal 1907 dopo tante stagioni trascorse fra C1 e C2. Il progetto è stato realizzato in poco più di anno e dalla fine di agosto è operativo, con estrema soddisfazione di politici, dirigenti sportivi e tifosi. Il fotovoltaico è un investimento sicuro, anche quando del denaro si vuole fare un uso sulla carta spericolato e poco redditizio come il mantenimento di una squadra di calcio. Sarà un esempio per altre squadre?

Via | Il Resto del Carlino

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