"Fukushima città di morte": la frase costa le dimissioni al ministro Yoshio Hachiro

lanterne a soma città a 100km da fukushima

Oggi è un triste anniversario per il Giappone: sei mesi fa, l'11 marzo 2011, il terremoto prima, tsunami poi e incidente nucleare a Fukushima Daiichi. Nella città di Soma nella Prefettura di Fukushima, (la foto in alto di Japan Today) i cittadini, per commemorare le vittime, hanno librato nel cielo centinaia di lanterne. L'immagine è molto poetica e vuole portare un po' di dolcezza in tutta questa amara vicenda.

A amareggiare ulteriormente, infatti le dimissioni del ministro all'economia, Yoshio Hachiro rassegnate dopo aver pronunciato, durante la conferenza stampa di venerdì, alla fine della visita alla città di Fukushima:

Purtroppo, non c'era un'anima viva per le strade. Questo ricordava una città di morte.

Non solo, ma dopo aver visitato la centrale nucleare di Fukushima Daiichi fa il gesto di strofinare la sua giacca contro quella di un giornalista spiegandogli che così lo avrebbe contaminato con le radiazioni.

Le opposizioni hanno cavalcato la polemica del cattivo gusto e dunque sono state richieste le sue dimissioni presentate al Governo proprio ieri. E appena a una settimana dall'avvicendamento del premier (Yoshihiko Noda ha sostituito Naoto Kan) cade un pezzo del nuovo estabilishment.

Il punto però è che cattivo gusto o meno a Fukushima la situazione continua a essere allarmante. Come più volte sottolineato l'incidente nucleare nella centrale è ancora in corso. Libération scrive di livelli di radiazioni registrate nell'acqua del mare di Fukushima 3 volte superiori a quanto sino a oggi stimato. Mentre Les Echos riferisce della speranza di Tepco di prendere il controllo sull'incidente nel gennaio 2012. Ricordo che centinaia di tecnici sono impegnati nel raffreddamento di 3 reattori danneggiati per portarli nello stato di "arresto a freddo".

A rallentare le operazioni di messa in sicurezza della centrale la raccolta delle acque radioattive ancora intrappolate alla base dei reattori da raffreddare.

Via | Le parisienne, Les Echos
Foto | Japan Today

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