La Teoria dei giochi per risolvere lo stallo degli accordi sulle emissioni di CO2


Gli eterni, ed inutili, incontri organizzati dalle Nazioni Unite per cercare di trovare un benedetto accordo per la riduzione delle emissioni di CO2 potrebbero essere risolti in un modo molto semplice: interrompendo le pratiche virtuose anche in quei paesi che hanno preso sul serio a cuore il problema e si stanno impegnando per ridurle veramente. Per la serie "quando si gratta il fondo" arriva anche uno studio di alcuni accademici tedeschi che, applicando in maniera semplicistica la Teoria dei giochi, sostengono sia questa l'unica soluzione.

L'idea è questa:"visto che alcuni paesi si rifiutano di rispettare e sottoscrivere impegni per la riduzione delle emissioni, ma nel contempo godono dei vantaggi prodotti dai comportamenti virtuosi di altri paesi sono proprio quest'ultimi a dover interrompere le loro pratiche virtuose per generare una risposta positiva anche nei paesi più restii".

L'intera tesi si poggia su un presupposto fondamentale: che ai paesi riluttanti interessi sul serio il problema delle emissioni di CO2, ma che non vogliano investire denaro per raggiungere l'obiettivo e preferiscano godere dei vantaggi generati dai comportamenti di quei pochi che ci stanno lavorando sul serio. Provocare una spirale negativa sarebbe la soluzione che porterebbe ad una reazione con una nuova assunzione di responsabilità? Una pia illusione.

Via | The Guardian

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