L'incidente di Marcoule fa vacillare il modello nucleare alla francese

l'incidente a marcoule fa vacillare le certezze nucleari francesi

I francesi continuano a cavalcare la polemica a due giorni dall'incidente di Marcoule. Oltralpe il dibattito tra nuclearisti e anti nuclearisti è molto acceso e Le Monde affida l'editoriale di oggi a Jean-Philippe Colson (professore emerito di diritto all'università di Montpellier e autore del saggio Nucléaire sans les Français- Maspero 1977) che titola così: L'accident de Marcoule révèle la faillite du modèle nucléaire français - L'incidente di Marcoule rivela il fallimento del modello nucleare francese.

Una riflessione ha attratto la mia attenzione e riguarda le motivazioni che sostengono il ricorso all'energia nucleare. Con buona pace dei nuclearisti le centrali nucleari, abbiamo capito, non sono sicure e neanche economiche. Ma allora perché sono supportate? Secondo Colson dietro tante certezze si nasconde l'ideologia:

Sebbene sia stato qualificato non nucleare - come pure dichiarato dalla presidente di Areva a proposito di Fukushima - l'incidente di Marcoule illustra una volta in più i pericoli legati a questa energia. Questa volta è toccato al più vecchio sito industriale nucleare del nostro Paese. E domani? La Francia possiede una tradizione nucleare consolidata con 58 reattori, pari a un reattore per milione di abitanti, dato che ci rende il paese più nuclearizzato al mondo. Questa tradizione volge dall'ostinazione fino all'ideologia. Siamo condannati al nucleare malgrado i ripetuti avvertimenti che ci sono arrivati da Fukushima? Questa ostinazione mette in luce il nostro sviluppo nucleare e rifiuta l'evoluzione necessaria al nostro tempo, a cominciare dalla presta di coscienza ambientale.

Intorno alle centrali nucleari e alla loro sicurezza in Francia dopo l'incidente ancora in corso a Fukushima Daiichi si gioca la campagna elettorale che vede contrapporsi all'attuale presidente Sarkozy ricandidato e anche un verde come Nicolas Hulot susperstar della Tv. E per i Verdi queste continue conferme sull'incertezza della fonte energetica nucleare potranno fare la grande differenza alle elezioni.

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