SISTRI, inutile contro le ecomafie: la relazione parlamentare del Pm Maresca

La commissione ecomafie Rosaria Capacchione riferisce stamane su Il Mattino (pag. 43) dell'audizione di Catello Maresca Pm alla Commissione sulle Ecomafie presieduta da Gaetano Pecorella, in merito al SISTRI. Del fatto che il Sistema di controllo del tracciamento dei rifiuti contenesse nella sua struttura una o più falle lo avevamo già scritto. Maresca viene ascoltato dopo l'audizione del ministro Stefania Prestigiacomo avvenuta un paio di giorni fa.

Maresca è uno dei magistrati che indagano su Sistri-Finmeccanica e ha reso alla Commissione anche dichiarazioni secretate in merito alle indagini ancora in corso sul ruolo di alcuni manager di Selex Management del Gruppo Finmeccanica, la società che gestisce il servizio, sia sulle procedure dello stesso. La Commissione sentirà la prossima settimana anche Giovanni Conzo, altro magistrato e titolare dell'inchiesta sulla discarica di veleni scoperta a Casal di Principe dopo la segnalazione del collaboratore di giustizia. Di fatto con questa relazione il Governo viene formalmente informato delle anomalie del Servizio. Ricordo che vige il segreto di Stato richiesto dal Ministero dell'Ambiente sulla nomina della Selex Management. Spiega Il Mattino:

Segreto ha detto il magistrato, utilizzato per aggirare la norma sugli appalti. L'articolo 17 del codice degli appalti, prevede, infatti che in questa circostanza ci si avvalga di procedure semplificate, arrivando perfino all'affidamento diretto nonostante l'entità della commessa (che nel caso del Sistri è di 70milioni di euro l'anno per complessivi 250milioni).

Ma le anomalie non terminano qui. Infatti nota il Pm Maresca come non regga il sistema di installazione delle black box (la scatola di registrazione dei viaggi degli autotrasportatori) che viene installata sulle motrici e non sui rimorchi, favorendo così i trasportatori disonesti; oppure di come le società straniere non siano soggette a obbligo di registrazione.

Scrive Capacchione:

Il magistrato ha sottolineato, dunque, che è sufficiente operare attraverso una società straniera (per meglio dire con sede in uno stato straniero) per aggirare il sistema di controllo.

Foto | Corriere Irpinia

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