Poligenerazione domestica: a Aversa la casa produce energia e calore

poligenerazione domestica il progetto a aversa

La microgenerazione è una tecnologia acquisita. La poligenerazione domestica, invece è una pagina ancora tutta da scrivere. Ma cos'è la poligenerezione? Ecco la definizione:

Predisposizione di centrali strutturate, per la produzione di diverse forme di energia (termica, frigorifera, elettrica) tramite un’unica macchina.

Ci lavorano in Campania i ricercatori Benecon il Centro regionale di competenza per beni culturali e ecologia assieme al Sun, Facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli della Seconda Università di Napoli. Il prototipo di casa che genera in maniera combinata energia elettrica e calore interessa a mezzo mondo. Infatti il progetto è in fase di presentazione agli scienziati IEA del gruppo Annex 54 fino a domani al Chiostro di San Lorenzo a Aversa, sede del Benecon, riuniti qui per la prima volta.

Veniamo alla poligenerazione domestica che di fatto resta un sistema unico di produzione a cascata di energia elettrica e calore. Il Benecon-Sun ha introdotto la novità della taglia dell'impianto che diviene più piccolo tanto da essere utilizzato per utenze domestiche. L'impianto di poligenerazione domestica è stato fisicamente installato a Frignano nei locali dell'Ars Laboratorio Ambiente-Rappresentazione-Strutture, il laboratorio del Benecon. In cosa consiste? Leggo da Il Mattino (pag. 35 20 settembre 2011) :

L'impianto è basato su un motore a combustione interna alimentato a gas naturale capace di erogare in condizioni nominali 6kW eltterici e 12 kW termici per il riscaldamento e per l'acqua calda sanitaria.


Per alimentare uno di questi impianti si possono usare anche rifiuti, reflui, biomasse, biogas da scarti alimentari, oli vegetali ecc. anche in autoconsumo. Fino a ora questi sistemi, promossi tra l'altro dall'Unione europea attraverso una serie di programmi e finanziamenti sono stati adottati per grosse strutture. Un impianto simile è attivo in una scuola del beneventano, progetto curato dal prof. Maurizio Sasso della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli studi del Sannio ed è appunto oggetto di studio e verifica. Il punto è, al contrario per le utenze domestiche nella produzione combinata di energia elettrica e calore, ottimizzarne il processo.

Spiega a Il Mattino il prof. Sergio Sibilio che con il prof. Antonio Rosato è responsabile della ricerca:

Il gruppo di studio ha fatto ricerca sull'applicazione domestica del sistema che permette di coprire il fabbisogno energetico di una casa, fornendo energia elettrica, permettendo di rinfrescare e riscaldare gli ambienti e sopratutto garantendo un risparmio energetico cospicuo del 35% rispetto ai sistemi tradizionali. In particolare tra gli obiettivi della ricerca si approfondiranno gli aspetti dell'integrazione del sistema con gli impianti tradizionali preesistenti considerando, ad esempio, le problematiche connesse alla cessione dell'elettricità prodotta sulla rete e la sua ottimizzazione in termini di funzionamento nonché l'ottimizzazione del sistema in funzionamento estivo.

Foto | Enea

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