Rifiuti a Roma: Malagrotta chiude (finalmente) a fine anno, sarà emergenza?


La discarica di Malagrotta è prossima alla chiusura. Quella che pare essere (ma nessuno è disposto a metterci la firma) "la più grande discarica d'Europa" non potrà più accettare rifiuti dopo il 31 dicembre 2011, l'ultima proroga dell'attività è stata decisa dalla Polverini in barba a tutte le raccomandazioni comunitarie, ma pare sia veramente l'ultima. Poi cosa succederà?

Il pericolo è che Roma, con un ciclo dei rifiuti poco organizzato, livelli di raccolta differenziata (sotto il 25%) non soddisfacenti e quindi una necessità atavica di discariche e del contestato nuovo inceneritore di Albano, vada "in emergenza" seguendo il modello meno virtuoso di gestione dei rifiuti in assoluto: quello napoletano.

Manlio Cerroni, il "re della monnezza" romana, proprietario dei terreni di Malagrotta è pronto ad offrire l'ennesima alternativa alla sua discarica da 33 milioni e 663 mila tonnellate di rifiuti. I lavori di preparazione del nuovo invaso di Pizzo del Prete, nei pressi di Fiumicino, sono ancora in alto mare e l'avvocato è pronto ad offrire un altro suo terreno, non molto distante da Malagrotta, a Monti dell'Ortaccio.

Cerroni parla di un grande parco da costruire sopra la sua amata discarica, ma i risultati di un'indagine dell'Ispra parlano chiaro: a Malagrotta si "evidenzia una contaminazione diffusa delle acque sotterranee, esterne ed interne al sito, da parte di metalli e inquinanti". La politica è, come al solito, in confusione, preda di recriminazioni incrociate.

Da parte il centrosinistra che spinge sulla raccolta differenziata spinta porta a porta (quella che né Rutelli né Veltroni hanno realizzato), il centrodestra maggioranza in Comune e Regione replicano che l'Ama è piena di debiti per colpa delle "gestioni precedenti" e i problemi di Malagrotta restano responsabilità del passato. Insomma, il classico stallo che non fa presagire nulla di buono per Roma. Capodanno è vicino, il rischio è che le bottiglie di spumante e gli scarti delle libagioni restino in strada.

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