Anche se gli USA non riducono le emissioni non mettono a rischio gli Orsi Polari


Un giudice federale ha stabilito che pur non riducendo le emissioni di gas serra gli Stati Uniti non violano il loro Endangered Species Act. Greenpeace ed altre associazioni ambientaliste avevano provato ad utilizzare la legge che protegge le specie in via d'estinzione per imporre al Governo Federale di procedere alla creazione di un piano credibile di riduzione delle emissioni. La logica è semplice: se l'Orso Polare (protetto dall'ESA) è minacciato dallo scioglimento dei ghiacci è obbligo degli Stati Uniti ridurre la causa di questo scioglimento.

Il giudice ha stabilito, con un atteggiamento vagamente pilatesco, che:

La questione al centro di questo contenzioso - se l'ESA sia uno strumento efficace e adeguato per affrontare la minaccia del cambiamento climatico - non è una questione che questa Corte può decidere in base alla propria valutazione indipendente, in particolare in astratto.

Gli ecologisti però non intendono arrendersi e si appigliano alla decisione dello stesso giudice che ha individuato un errore formale: al momento dell'inclusione degli orsi polari nell'ESA non era stata inserita una valutazione della popolazione attuale, elemento che rende di fatto la specie impossibile da "proteggere". Secondo i promotori della causa il parere richiesto dal giudice non potrà che constatare che per dare un senso alla tutela degli orsi sia necessario prendere provvedimenti che riducano il riscaldamento globale.

Via | Los Angeles Times

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