Colombia: la mattanza degli squali, 2000 esemplari uccisi per le loro pinne


La zuppa di pinne di squalo non piace soltanto in California, lì dove stanno pensando di vietarla. Al contrario è in Cina ad essere un piatto amatissimo e molto pregiato (una scodella può costare 70 euro). Viene da pensare inevitabilmente a questo quando si leggono notizie sconfortanti come quelle riferite dalle autorità ambientali colombiane: dei sommozzatori russi hanno riferito di aver assistito indirettamente alla mattanza di oltre 2000 esemplari di squali da parte di una piccola flotta di pescherecci battenti bandiera del Costarica.

I sub si trovavano nel tratto di mare che circonda l'Isola Malpelo, a 500 km dalla terraferma, in teoria proprio uno dei luoghi nei quali è maggiore la concentrazione degli squali grazie ad un (teorico, a questo punto) divieto assoluto di pesca. Le 10 imbarcazioni si sono introdotte nella zona indisturbate e nel giro di poche ore i sub, arrivati così lontani da casa per osservare proprio le varie specie dell'animale che popolano quelle acque, hanno cominciato a trovare nel loro percorso centinaia di carcasse di squali ai quali erano state staccate la pinne.

Il santuario marino di Malpelo, un'area protetta di 8.570 chilometri quadrati, è popolato da Squali Martello, delle Galapagos e Squali Seta, ma la sua lontananza dalla costa consente ai pescatori di frodo di agire di fatto indisturbati. La marina colombiana ammette di pattugliare solo sporadicamente le acque e può contare soltanto su un piccolo avamposto sull'isola, ad oltre 36 ore dal porto più vicino.

[Via | USA Today]

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: