Petrolio: Regole severe per le perforazioni, ma solo in Europa


Nuove regole europee, più rigide e rigorose, dovranno essere rispettate dalle compagnie petrolifere per le perforazioni in mare nei tratti entro le 200 miglia dalle coste europee. Lo ha stabilito la Commissione Europea rompendo la prassi che prevedeva sempre norme che incidevano soltanto nella fascia costiera, entro le 12 miglia. Le compagnie petrolifere che effettuano perforazioni in acque UE dovranno rendere pubbliche le loro procedure di sicurezza dettagliatamente e dimostrare di essere solvibili in caso di incidenti.

Lo scopo è quello di verificare se la compagnia X è in possesso delle risorse necessarie per (provare a) ripulire il mare e le coste in seguito ad un incidente su una piattaforma. Una garanzia economica così stringente fino ad ora non era stata mai richiesta, ma non c'è da essere troppo contenti.

Queste regole, presentate dal commissione europeo per l'energia Guenther Oettinger, non saranno vincolanti per le compagnie europee nel resto del mondo. Tanto per fare un esempio la Shell potrà continuare (se lo vorrà) ad applicare standard di sicurezza ridicoli, con perdite ormai endemiche e non accidentali, nei paesi più poveri e con i governi più corrotti nel sud del mondo mentre nel Mare del Nord dovrà rispettare le rigide normative europee. Una contraddizione evidente, un'ipocrisia risolvibile con il semplice riconoscimento del fatto che "un europeo" (in questo caso una compagnia petrolifera europea) dovrebbe rispettare le regole europee anche quando opera in altri continenti. Troppa grazia.

[Via | The Guardian]

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