Vetri basso emissivi contro le dispersioni termiche

Un'idea di involucro esterno dell'architettura moderna

A chi si chiede quanto possa incidere sui consumi una finestra poco isolata, rispondo che attraverso le normali finestre il calore si dissipa, così come l'energia impiegata per produrlo. Le perdite di energia termica nelle nostre case, infatti, possono raggiungere il 22% dell'energia prodotta. Quest'ultimo dato cresce fino al 40% se aggiungiamo il fatto che molti edifici del nostro Paese appartengono all'edilizia degli anni '70, che non poneva, all'epoca, attenzione alle dispersioni termiche dell'involucro, tenuto in gran considerazione invece dall'architettura bioclimatica.

Quest'ultima disciplina, secondo regole del tutto funzionali, cerca di coinvolgere nella sua progettazione tutto ciò che può permettere all'uomo di sfruttare energia in modo “gratuito”. Per questo motivo colloca le finestre sui lati sud e est dell'edificio: per far si che l'energia solare sia sfruttata al massimo nella stagione invernale, mentre nella stagione estiva sono studiate apposite schermature per evitare il fenomeno del surriscaldamento e dell'effetto serra.

Nel caso di un edificio passivo, ad esempio, si punta al miglioramento dell'involucro opaco (finestre, porte finestre etc.) , senza dover introdurre tecnologie complesse, attraverso l'isolamento delle chiusure e l'assenza di ponti termici e l'utilizzo di vetrate ad alte prestazioni, opportunatamente dimensionate per la captazione solare.

Tuttavia, devo evidenziare che il raggiungimento degli standard Passivhaus richiedono valori di termotrasmittanza molto alti, fuori dalla portata delle nostre murature tradizionali, che comunque possono essere avvicinati prestando attenzione prima di tutto alle dispersioni termiche. Una soluzione alle dispersioni relative all'involucro, è quella di installare finestre con elevate caratteristiche termiche, che grazie alle nuove tecnologie disponibili provano a dare delle risposte in questo campo, studiando e sperimentando tipologie di vetro dal comportamento termico avanzato, che non solo migliorano l'efficienza energetica, ma controllano gli apporti luminosi, con caratteristiche ottiche e meccanica di qualità notevole.

Vi sono due grandi classi di prodotti che oggi vengono utilizzati:


  • Vetri a controllo solare, ovvero quando il vetro si oppone al flusso di calore della radiazione
    solare diretta nello spettro visibile.
  • Vetri ad isolamento termico, ovvero l’abilità di resistere al trasferimento di calore tra la faccia più calda a quella più fredda.


Vi sono tre grandezze principali o tre parametri principali da osservare, che al loro variare determinano prestazioni e caratteristiche specifiche dei vetri:


Fattore solare
Coefficiente di trasmissione luminosa
Trasmittanza termica U

Quest'ultima grandezza va tenuta in gran considerazione. La trasmittanza, indicata con U, definisce infatti la capacità isolante di un elemento. Ci basti sapere che più è piccolo il valore U del componente e minori sono le dispersioni e questo dato ci è fornito direttamente dal produttore, che lo calcola secondo la norma UNI EN 673. Inoltre esistono due strumenti alla nostra portata che ci permettono di scegliere prodotti che abbiano i requisiti richiesti: la marcatura CE e la conformità del vetro alle norme EN pertinenti, previste dalla direttiva comunitaria 89/106/CE.

Il vetro a controllo solare, ad esempio, è un prodotto ad alto valore tecnologico, oggetto anche di uno studio del TNO, (Organizzazione olandese per la ricerca applicata), che ha eseguito una simulazione, con l'ipotesi della sua installazione negli edifici europei, al posto del vetro normale su tutti gli edifici che utilizzano aria condizionata: lo studio, oltre che fornire quattro possibili scenari per il futuro, ha rilevato nel caso del suo utilizzo, ai livelli attuali, un risparmio di 15 milioni di tonnellate di CO2 annue fino al 2020.

I vetri basso emissivi,, sono trasarenti alle radiazioni termiche solari, ci permettono di conservare un contatto visivo tra interno ed esterno e utilizzare la luce naturale diurna, impediscono inoltre che la radiazione termica prodotta internamente non fuoriesca. Questa caratteristica è dovuta alla presenza di ossidi metallici che vengono depositati nel vetro, rafforzandone cosi le proprietà. E visto che abbiamo parlato di illuminazione naturale (mettere link una volta pubblicata), anche in questo caso è possibile conciliare il controllo solare con un'illuminazione ottimale, poiché il vetro a controllo solare è dotato di protezione contro l'abbagliamento grazie ad una trasmissione luminosa più debole. I risultati sono quelli di un alto comfort visivo in inverno e l'assenza di riscaldamento eccessivo, durante la stagione estiva i risparmi saranno quelli sulla climatizzazione che in certi casi potrà essere anche eliminata.

Una vetrata isolante, che può essere utilizzata per applicazioni esterne, finestre e porte finestre, ripara dal freddo indipendentemente dallo spessore, e possiamo associare a questo elemento anche una ridotta manutenzione, poiché è disponibile anche nella versione con sistema autopulente che utilizza gli ultravioletti della luce diurna che decompongono le tracce di sporco.
Se notiamo fenomeni di condensa, è dovuto al fatto che su vetrate ad elevate prestazioni termiche, durante la notte e in assenza di vento, e a causa delle scarse dispersioni termiche, la temperatura del vetro può scendere al di sotto della temperatura esterna.

Un'ultima nota. Il vetro è un materiale ecologico. Non è materiale tossico ed è facile da pulire e mantenere. E' riciclabile e i suoi scarti sono riutilizzati per la materia prima.

Foto |Filckr

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