Conferenza sul clima a Durban: prolungati di 1 giorno i negoziati

prolungati di un giorno i negoziati sui cambiamenti climatici

Per evitare che alla Conferenza sul Clima di Durban si realizzi un flop pazzesco, la commissione ha deciso di prolungare di un giorno i negoziati. Ma regna la confusione secondo quanto riferisce Marielle Court inviata de Le Figaro: i delegati sono con le valige pronte e i voli prenotati ma con ancora i documenti da approvare e ridiscutere. Non c'è uno straccio di accordo e secondo calendario il documento finale si sarebbe dovuto presentare stamane. Invece il documento sarà pronto, se tutto va bene, domani. Insomma con 24 ore in più e una maratona delle negoziazioni la presidenza sudafricana spera di convincere Cina, India e Stati Uniti a ridurre le emissioni di CO2.

India e Cina, economie in crescita non sono tanto disposte a sottrarre emissioni e lo sapevamo! Ma la vera sorpresa è Mr. Obama che ha perso tutta la sua allure green e si comporta peggio di uno dei due Bush petrolieri incalliti.

L'Italia, con il ministro Clini si comporta, invece, nello stile di Ponzio Pilato e dire che se ne lava le mani è un eufemismo. Anzi stringe accordi con la Cina, ma sul versante dell'energia pulita. Tanto per iniziare. Clini infatti dichiara dal sito del ministero dell'Ambiente che siamo disponibili a un Protocollo di Kyoto 2, che vuol dire traslare al 2015 la questione. Intanto una sorta di accordo sembra esserci sul Fondo verde, ossia denaro riservato ai Paesi poveri per aiutarli a combattere i cambiamenti climatici. Già a Copenaghen fu espresso questo impegno pari a 100 miliardi di euro per anno entro il 2020 hanno trovato un accordo su come finanziarlo: una tassa sul trasporto marittimo e aereo.

Via | Le Figaro
Foto | Cop17

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